Cucina

Conoscete (davvero) il Nero d’Avola?

 Il Nero d’Avola è uno dei vitigni autoctoni più famosi della Sicilia. Consumato ampiamente anche al di fuori dei confini regionali e nazionali, rappresenta una delle produzioni più caratteristiche di tutto il Sud Italia. Ma quali sono le sue specificità? Cerchiamo di saperne un po’ di più!

Dove nasce il Nero d’Avola

Il Nero d’Avola è un famoso vitigno autoctono a bacca rossa della Sicilia, introdotto nella regione ai tempi della colonizzazione greca. Coltivato su tutto il territorio regionale, è originario del territorio siracusana (soprattutto Noto e Pachino), dove ha trovato un habitat perfetto, grazie al suo clima secco e ventilato.

Perché si chiama Nero d’Avola?

Il Nero d’Avola è tradizionalmente chiamato anche come calabrese, sebbene in Calabria non vi siano dei certi cenni storici. Dunque, il nome calabrese potrebbe derivare dal termine calaulisi, che a sua volta è formato dalle radici calau e aula, che indicavano la provenienza dell’uva dalla città di Avola.

Con il tempo, la denominazione calabrese si è comunque mantenuta e incentivata, probabilmente per motivazioni di natura commerciale. In passato, infatti, gli esportatori dei vini siciliani in Francia trovavano di maggiore facilità la vendita delle produzioni come vini calabresi, considerato che i vini prodotti in Calabria potevano godere di una maggiore notorietà all’interno dei confini transalpini.

Con il passare degli anni, tuttavia, i vini Nero d’Avola provenienti dal territorio siracusano riuscirono a guadagnarsi una notorietà completamente autonoma, senza che vi fosse più la necessità di “ricondurre” l’immaginario del venditore al territorio calabrese.

Quali sono le caratteristiche del Nero d’Avola

Il vitigno Nero d’Avola ha un grappolo grande, acino dal colore blu molto scuro, buccia sottile. Si sviluppa soprattutto su suoli poveri e ricchi di calcare, in zone asciutte e ben ventilate (il vitigno soffre particolarmente le muffe).

Di colore rosso rubino molto intenso, con l’invecchiamento si evolve in un rosso granato. L’aroma è tendenzialmente fruttato, con richiami di amarena, prugna e more. Con l’affinamento in botti di legno, il bouquet di aromi si arricchisce di profumi complessi, con spezie, cuoio, carruba, liquirizia, cannella, sentori tostati e nuances balsamiche.

In bocca il vino risponde con una discreta dose di corposità, un grado alcolico elevato, una trama tannica morbida e una moderata acidità. Ideale l’abbinamento con i primi piatti, con le carni rosse e quelle bianche, arrostite o grigliate. Nelle versioni più giovani è consigliato anche l’abbinamento con secondi di mare importanti, come quelli di tonno.

A margine di quanto sopra, speriamo di aver fornito alcuni utili informazioni di riferimento su uno dei vini più famosi della Sicilia, diffuso in tutto il territorio regionale, con più di 12 mila ettari di terreno che sono dedicati a questa varietà. Peraltro, la larga diffusione dei vitigni determinano una discreta eterogeneità nella produzione del Nero d’Avola: quello prodotto nella parte occidentale dell’isola sono più duri  e grevi sul palato, mentre quelli che vengono coltivati nella zona orientale dell’isola si mantengono più fruttati e più delicati. A voi la scelta!

 

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Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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