Con spese condominiali si fa riferimento all’insieme dei costi che vengono ripartiti tra i diversi comproprietari, nelle modalità previste dalla legge. Convenzionalmente, vengono distinte in tre categorie: relative alle opere di manutenzione ordinaria, dovute ai lavori per esigenze straordinarie e, infine, necessarie per migliorare la qualità e la vivibilità nella struttura.
Le spese di manutenzione ordinaria, come suggerisce il nome, vengono preventivate con facilità dall’amministratore condominiale, poiché riguardano uscite di routine necessarie a garantire la normale e quotidiana fruizione dei beni comuni.
Prima di essere suddivise tra i condòmini, devono essere idoneamente approvate durante la classica assemblea di condominio.
Pensiamo semplicemente alla pulizia degli spazi accessibili a tutti, a partire dalle scale fino al giardino interno. Nelle spese di manutenzione ordinaria, di norma, rientrano anche le spese per il riscaldamento centralizzato, con la ripartizione che tiene in considerazione i valori usciti in fase di lettura dei contatori delle singole unità abitative.
Quest’ultime, infatti, sono suddivise in spese fisse, che riguardano tutti i costi necessari per la manutenzione e la gestione dell’impianto di riscaldamento, e spese variabili, poiché influenzate dai consumi rilevati dai contabilizzatori di calore al termine della stagione di riscaldamento.
Tra gli altri costi ordinari, abbiamo: la gestione dell’illuminazione comune, la manutenzione, qualora presenti, degli impianti elevatori, cioè degli ascensori, e il compenso dell’amministratore di condominio.
Non rientrano tra le uscite ordinarie tutte quelle spese che sopraggiungono in maniera straordinaria, il più delle volte a causa di malfunzionamenti improvvisi. Un esempio può essere un guasto tecnico subito dal cancello automatico.
In questi casi, l’amministratore di condominio ha il compito di indire l’assemblea condominiale e far deliberare lo stanziamento della somma necessaria al sostenimento della spesa.
Accrescere il valore di un condominio può essere anche molto costoso, ma le possibilità sono tante e a portata di ogni portafoglio. Negli ultimi anni, sono state diramate normative volte a favorire la diffusione delle nuove tecnologie nelle strutture residenziali. Come il Decreto Legge 83/2012 relativo all’installazione delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici per i condomini. Secondo il testo, “le opere edilizie per l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli in edifici in condominio sono approvate dall’assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’articolo 1136 […]. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni, il condomino interessato può installare, a proprie spese, i dispositivi secondo le modalità previste”.
Tra le altre spese per l’innovazione, si possono annoverare anche:
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