Ambiente

La guerra tra Russia e Ucraina e l’impatto sull’ambiente

Foto di ELG21 da Pixabay

La guerra in Ucraina, invasa e bombardata dalla Russia ormai da settimane, ha avuto ripercussioni evidenti anche sulle vite di tutti. Impossibile non farsi coinvolgere, restare impassibili davanti agli orrori della guerra. In un mondo sempre più globalizzato, conflitti distanti migliaia di km influiscono tantissimo anche sulla nostra quotidianità sia in termini di impatto energetico che di rifornimenti alimentari, fino ad arrivare al grande inquinamento che una guerra di questa portata può generare. A farne le spese, i poveri rifugiati, le persone che oggi subiscono bombardamenti, e un domani dovranno fare i conti con gli effetti a lungo termine, anche ambientali, di tutto questo.

Nel corso di queste ultime settimane abbiamo potuto vedere città devastate dalle bombe diventare improvvisamente macerie, uomini donne e bambini costretti a rifugiarsi sottoterra lasciandosi alle spalle tutto, abbandonando palazzi che sono diventati cumuli di mattoni. Nel frattempo le bombe, i missili sempre più sofisticati ma mai intelligenti, hanno seminato morte e devastazione: prima gli attacchi per le strade, poi le fiamme che hanno devastato intere foreste, uccidendo oltre gli uomini, anche gli animali.

Sono stime ancora poco precise, forse è impossibile avere dei numeri definitivi: a farne le spese la flora e la fauna di questo paese sconfinato e ricco di natura e risorse naturali, oltre che gli sterminati campi di grano di cui l’Ucraina è ricca e che tanto fanno gola sia l’Europa che alla Russia.

Centinaia, forse migliaia di animali sono stati abbandonati. La maggior parte sono morti, o uccisi dalle bombe o deceduti di stenti, in quanto nessuno più si sta prendendo cura di loro. Ancora, gli zoo sono stati in parte abbandonati, a causa delle bombe, lasciando al loro interno numerosi animali a morire di stenti. Solo alcune specie, infatti, sono state trasferite dallo zoo di Kiev o di Kharkiv, nei paesi vicini, soprattutto in Polonia. Le altre specie sono rimaste lì in gabbia, per quanto possibile ci si sta prendendo cura di loro ma la situazione è molto difficile al momento.

Le famiglie che di fretta sono dovuto scappare per andarsi a rintanare nei bunker o lasciare il paese di fretta non sempre hanno potuto portare con sé gli animali domestici. Qualcuno è riuscito a portare con sé animali, soprattutto cani piccoli. Più complesso il discorso per cani grossi di media o grande taglia o animali difficili da trasportare come uccelli o pesci in acquario, o ancora pappagalli; questi molto spesso sono quindi rimasti a casa senza cibo e nei casi più gravi in appartamenti bombardati. Di tutti questi animali non si hanno notizie, né cifre definitive e non sappiamo ancora oggi la portata in un simile disastro.

Foto di ELG21 da Pixabay

Chernobyl, nuovo disastro?

Discorso a parte merita Chernobyl: la famosa centrale nucleare teatro di uno dei maggiori disastri ambientali della storia, che è stata anche al centro di alcuni atti di guerriglia in barba a qualsiasi regola civile o anche semplicemente di buon senso. Sono stati numerosi gli allarmi, tra scontri a fuoco tra russi e ucraini, fake news e presunte fughe di radiazioni, prontamente smentite. Però l’Ucraina conta più di 10 siti nucleari a rischio attacco, e ben sappiamo che un’esplosione che coinvolga un reattore nucleare potrebbe avere conseguenze per tutta l’Europa.

Questi attacchi hanno creato inquinamento radioattivo atmosferico evidente la cui portata sarà possibile calcolare con attenzione e precisione soltanto in futuro. Per ora a noi dall’occidente non resta altro che restare inermi a guardare un paese completamente devastato che anche quando sarà completamente conquistato non potrà altro che offrire macerie e devastazione.

Inquinamento da bombe

Altro grandissimo impatto sull’ambiente, lo hanno avuto e stanno avendo le bombe e i missili che vengono lanciati ogni giorno su paesi e città: queste contengono agenti fortemente inquinanti, che rilasciano nell’aria gas tossici, polveri sottili, metalli pesanti, tutte sostanze cancerogene che stanno rendendo l’aria irrespirabile in dei territori che già prima della guerra non godevano di aria particolarmente pulita.

Insomma, la situazione per l’ambiente, la biodiversità e gli animali in Ucraina non è delle più rosee e potrà solo peggiorare col prolungarsi di questo devastante conflitto, che ci auguriamo termini al più presto.

Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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