La Earth Observation (EO), l’osservazione satellitare della Terra, consiste nel raccogliere dallo Spazio immagini e dati sul nostro pianeta per monitorare fenomeni globali come la deforestazione, lo scioglimento dei ghiacci o l’urbanizzazione ma anche eventi che richiedono di agire tempestivamente tra cui incendi boschivi, alluvioni o messa in sicurezza delle coste: queste informazioni aiutano a prendere decisioni più consapevoli per proteggere l’ambiente, gestire meglio l’acqua e il suolo, tutelare le comunità locali e affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Negli ultimi anni il mercato della EO sta crescendo rapidamente e si stima che entro il 2032 supererà i 6,4 miliardi di dollari a livello mondiale (partendo dai 3,5 miliardi del 2022). In Italia, intanto, vale già 230 milioni di euro e cresce del 15% l’anno, trainato da settori come energia, agricoltura, finanza e assicurazioni.
La Earth Observation rappresenta quindi uno strumento fondamentale per affrontare le sfide globali legate al monitoraggio climatico e ambientale, ma anche alla pianificazione urbana e alla sicurezza: occorre però che la grande mole di dati raccolti sia elaborata rapidamente e in modo efficiente, per trasformare queste informazioni in decisioni e interventi immediati. Ciò è reso possibile grazie a tecnologie di smart payload che utilizzano l’intelligenza artificiale: si tratta di soluzioni presenti direttamente sul satellite che non si limitano a raccogliere dati, ma li analizzano in autonomia, prendendo decisioni su cosa osservare o trasmettere. L’elaborazione a bordo consente, infatti, di agire tempestivamente senza bisogno di attendere la trasmissione dei dati a Terra e tagliando così tempi e costi.
Tra i progetti all’avanguardia che stanno portando l’intelligenza artificiale a bordo dei satelliti per l’osservazione della Terra ci sono quelli di AIKO – scaleup torinese che sviluppa software avanzati basati su Intelligenza Artificiale e automazione per applicazioni spaziali. Ad esempio, IOSL (In Orbit Space Lab), un “laboratorio” orbitale in grado di elaborare in tempo reale le immagini ottiche scattate dal satellite; oppure AISAR, che consente di processare i dati radar direttamente a bordo per accelerare il rilevamento di oggetti o anomalie, sia sul mare che sulla terra.
“L’intelligenza artificiale ci permette di rendere più efficienti e autonomi gli strumenti di Earth Observation, ma l’innovazione tecnologica da sola non basta: è grazie alla collaborazione tra enti spaziali, centri di ricerca e aziende che possiamo costruire soluzioni solide e con applicazioni immediate, frutto delle competenze incrociate e complementari di tutti gli attori in campo”, dichiara Mattia Varile, Chief Innovation Officer di AIKO. “L’obiettivo comune è concepire strumenti sempre più avanzati che avranno un impatto importante sulla possibilità di osservare con precisione i cambiamenti del nostro pianeta, per esempio monitorando con sempre maggiore precisione l’innalzamento della temperatura della Terra, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare. O, ancora, studiare eventi estremi come alluvioni e uragani, monitorare la sicurezza dei trasporti e la pianificazione urbana. Solo così potremo trasformare questi dati in decisioni rapide, consapevoli e sostenibili che possano migliorare la salute del pianeta e la vivibilità dei territori”.
Quattro progetti che cambieranno la Earth Observation – L’AI è al centro di quattro progetti sviluppati da AIKO con il supporto di enti spaziali e in collaborazione con aziende del settore Space Tech. Il primo è IOSL (In Orbit Space Lab), finanziato dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nell’ambito delle attività PNRR (Fondi Complementari) e in collaborazione industriale con Planetek Italia, coordinatore del progetto, e D-Orbit: l’obiettivo è creare un vero e proprio “laboratorio orbitale” grazie al quale i satelliti potranno elaborare dati mentre sono ancora in orbita, combinando analisi a bordo e infrastrutture cloud a Terra, con una conseguente riduzione dei tempi necessari a prendere decisioni. Il secondo, AISAR (AI for SAR onboard processing), sviluppato in partnership con l’Agenzia Spaziale Italiana e GEOK, migliora la capacità di elaborazione dei dati da parte dei sensori radar (SAR), rendendoli capaci di analizzare velocemente le informazioni direttamente sul satellite; le applicazioni di tale tecnologia vanno dalla sorveglianza marittima a quella ambientale. CLICK (Closed Loop AI for Cognitive SAR) è un progetto sviluppato con ESA, TASI, Aresys, Università di Bologna e Università di Napoli, attraverso un finanziamento di ASI nell’ambito del programma di sviluppo General Support Technology Program (GSTP) che punta a realizzare modelli ingegneristici, simulatori e dimostratori in orbita: si tratta di un nuovo concept di satellite SAR, basato su un sistema dotato di AI, capace di decidere in autonomia cosa osservare, quando e come, in base a ciò che rileva dai propri sensori. Infine lo sviluppo di ULS (Universal Locomotion System), finanziato da ASI e guidato da TAS-I in un team che vede la partecipazione di Leonardo, Volta, ALTEC, IIT, Politecnico di Torino e AIKO, mira a sviluppare rover destinati all’esplorazione lunare in grado di muoversi da soli; grazie all’AI questi veicoli saranno capaci di analizzare in tempo reale le caratteristiche del terreno e decidere in autonomia il percorso migliore, senza aspettare istruzioni dalla Terra. Secondo la Technology Readiness Level, scala internazionale che misura da uno a dieci quanto una tecnologia è vicina all’uso pratico, i progetti di AIKO hanno TRL compresa tra 4 e 9: sono quindi tutti già proiettati verso un impatto concreto nelle future missioni spaziali.
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