Vivere in condominio è stato per lungo tempo un limite insormontabile per chi desiderava produrre la propria energia pulita.
Tetti condivisi, regolamenti rigidi e liti tra vicini hanno spesso frenato l’adozione del solare nelle città.
Tuttavia, negli ultimi anni, la tecnologia e la legislazione hanno aperto una nuova strada: il fotovoltaico da balcone.
Molti inquilini, però, restano bloccati da un dubbio fondamentale: la burocrazia. Serve il permesso del Comune? L’assemblea condominiale può opporsi? Bisogna chiamare un elettricista?
La realtà è molto più semplice di quanto si pensi, a patto di conoscere la distinzione tra le varie tipologie di impianto.
Ecco una panoramica chiara sui permessi necessari per installare pannelli solari sulla ringhiera del proprio appartamento.
La normativa italiana (delibera ARERA) distingue due categorie principali basate sulla potenza nominale dell’impianto, e le regole cambiano leggermente tra l’una e l’altra.
La buona notizia è che l’installazione di questi pannelli rientra nell’attività di edilizia libera.
Questo significa che non è necessario richiedere permessi al Comune, né presentare una CILA o una SCIA, a meno che l’immobile non sia sottoposto a vincoli paesaggistici o storici molto restrittivi (in quel caso, un parere preventivo alla Soprintendenza è d’obbligo).
Per la stragrande maggioranza degli edifici residenziali, l’intervento è equiparato alla manutenzione ordinaria.
Questa è la paura più grande. La riforma del condominio (Legge 220/2012) ha stabilito che l’assemblea non può vietare l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio delle singole unità immobiliari.
Tuttavia, il condòmino ha due doveri precisi:
Attenzione però ai regolamenti contrattuali (quelli redatti dal costruttore): in rari casi potrebbero contenere divieti specifici sulla modifica delle facciate.
Sebbene non servano permessi edilizi, bisogna informare il gestore della rete elettrica. Per fortuna, l’iter è stato semplificato con la Comunicazione Unica ARERA.
Si tratta di un modulo standardizzato che permette di registrare l’impianto e di attivare le procedure per la connessione alla rete.
Al di là della normativa, è l’evoluzione tecnica ad aver reso possibile questo cambiamento. I vecchi pannelli pesanti e ingombranti hanno lasciato spazio a soluzioni più leggere e performanti.
Oggi il mercato offre sistemi fotovoltaici da balcone di ultima generazione che massimizzano la resa anche in posizione verticale, integrando micro-inverter sicuri che gestiscono l’immissione di energia nell’impianto domestico in modo automatico.
Queste soluzioni moderne sono pensate proprio per ridurre al minimo l’impatto visivo, facilitando la convivenza con le regole condominiali.
Installare un pannello sul balcone non renderà un appartamento totalmente autonomo, ma è il primo passo concreto per abbattere i consumi di base (frigorifero, stand-by, router) e partecipare attivamente alla transizione energetica.
Con la burocrazia ridotta al minimo, l’unico vero ostacolo rimasto è solo l’esposizione al sole.
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