Oltre le due ruote: il brivido della prima conquista
Imparare ad andare in bicicletta è un rito di passaggio, un momento sospeso tra la paura di cadere e la vertigine di sentirsi improvvisamente liberi. “Amo la mia bici”, scritto da Simon Mole e illustrato da Sam Usher, pubblicato da Clichy non è solo un libro che racconta un’attività sportiva; è un inno alla crescita, alla fiducia e alla bellezza di osare.
Un viaggio emozionale tra pedali e sogni
Il cuore pulsante del libro, che è un carinissimo albo illustrato che cattura la magia del primo successo di un bambino e l’emozione di superare le proprie paure, risiede nella dinamica tra la piccola protagonista e il suo papà. Mole riesce a trasformare la meccanica della bicicletta — la catena, i pedali, le ruote — in una poesia sul movimento e sulla scoperta di sé.
Papà dice: «Con i piedi spingi i pedali, i pedali muovono la catena, e la catena fa girare le ruote in tondo, ancora e ancora, come un girotondo». Io spingo forte… e il divertimento comincia!
Questa citazione, presente nel testo, è perfetta nel suo minimalismo: insegna al bambino (e ricorda all’adulto) che la complessità del mondo può essere semplificata se abbiamo qualcuno accanto che ci spiega come far girare gli ingranaggi della vita.
Il valore della caduta
Spesso, nella letteratura per l’infanzia, si tende a nascondere le difficoltà. In “Amo la mia bici”, invece, la caduta viene celebrata come parte integrante del processo. L’albo trasmette un messaggio potente e necessario: sbagliare, inciampare e persino sbucciarsi un ginocchio non sono segnali di fallimento, ma prove tangibili di un tentativo.
Illustrazioni che prendono il volo
Le tavole di Sam Usher completano l’esperienza narrativa in modo magistrale. Il suo tratto, vivace e dinamico, sembra infondere velocità alle pagine. Non sono solo immagini che decorano, ma che raccontano il vento tra i capelli, la tensione dei muscoli e la gioia esplosiva di chi, per la prima volta, si stacca da terra e trova il proprio equilibrio.
Questo albo è una lettura consigliata per genitori e figli: Per condividere il momento critico ma esaltante dell’apprendimento ciclistico, trasformandolo in un ricordo prezioso.

