Mini-inchiesta dalla facoltà di Ingegneria della Federico II
Alluminio, plastica non riciclabile e riciclabile, carta ed umido: cinque tipologie diverse di rifiuto raccolte nello stesso contenitore. Un enorme secchio di colore nero, senza alcuna indicazione affissa, pronto ad accogliere indifferentemente ogni tipo di rifiuto.
Molti studenti, poco responsabili, non sentono propria questa emergenza: non si sentono minimamente coinvolti e responsabili. È anche vero, però, che affiggere sui propri
contenitori ciò che si deve cestinare e cosa non si deve cestinare non costa nulla.
La situazione è molto grave.
Non si chiede all’università di spendere soldi cambiando tutti i contenitori ma di dedicare i cestini a determinate tipologie di rifiuti. Basta un adesivo, un foglio scritto con il pennarello. Magari un adesivo, magari sponsorizzato da “Note ecologiche”, sarebbe un grande inizio.
Poi la “palla” passerebbe nelle sole mani degli studenti, che responsabilmente, dovranno dimostrarsi all’altezza del compito a loro affidato: centrare il canestro giusto, col rifiuto giusto.
È tanto difficile?
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