Carissimi,Nessuno piu di me sa cosa significhi, sia per ammalati che per familiari, convivere con un ammalato di cancro in famiglia e 1 su 2, come appare chiaro dalle pur ottimistiche previsioni, non potrà comunque essere curato.Le cure sono poi a costi sempre più alti e prevedere che raddoppieremo i tumori ( 2 milioni!) su 58 milioni di residenti e considerando le famiglie tra 3 e 4 componenti l’una, significa che obbligatoriamente ogni 10 famiglie di qualunque età e composizione, avremo un componente ammalato di cancro da accudire.La sola spesa a carico elle famiglie è calcolata in 3000 euro aggiuntive al mese. Il costo sociale e psicologico sia sugli ammalati che sui loro parenti e sulle loro capacità residue di lavorare, studiare, vivere una serena vita sessuale, sociale, ecc, non viene neanche pensato.Le ditte farmaceutiche e i grandi signori della Medicina come Veronesi vogliono solo la prevenzione secondaria che fa guadagnare tanto al medico.Ma anche i medici hanno una famiglia e tra di loro, come so perfettamente, già tanti soffrono di cancro e hanno familiari con cancro.Non so quando tocchera a me, personalmente, ma ritengo che vivere senza fare la buona battaglia della PREVENZIONE PRIMARIA come unico metodo di vera prevenzione e come unica possibilità di salvare il Sistema Sanitario Nazionale pubblico, senza farlo ingoiare dalle ditte private e dai ladri, è per me ormai scelta di vita obbligata.Cordiali salutiAntonio Marfella
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