Categories: Rifiuti

Rifiuti speciali: un approfondimento

Con l’anno nuovo lo staff di Notecologiche vuole inaugurare un utile e speriamo funzionale meccanismo di feedback con i sempre più numerosi lettori del blog.

Grazie ai referrers che da tempo abbiamo inserito sul sito, sappiamo quotidianamente cosa la gente cerca quando arriva su questo blog. Tutte le parole e le chiavi di ricerca cercate, giorno per giorno.
In base a questo strumento, vogliamo sempre di più perfezionare e migliorare i messaggi e i post inseriti sul nostro blog. Partiamo subito.
Sempre più spesso, ad esempio, chi arriva su questo blog cerca: “dove buttare i rifiuti speciali a Napoli”.
La riflessione preliminare da fare, è sul concetto di “rifiuti speciali”: ci viene in aiuto la wikipedia, con una definizione abbastanza completa:

Sono considerati rifiuti speciali tutti i rifiuti provenienti da attività produttive, indipendentemente dalla loro pericolosità e qualità merceologica. A seconda della loro merceologia possono essere: – assimilabili agli urbani, e quindi smaltiti in impianti destinati anche agli R.S.U.; – tossico-nocivi e quindi destinati al trattamento in appositi impianti; – inerti o putrescibili”.

C’è quindi una prima distinzione da fare su questa tipologia di rifiuti, a seconda che questi vengano o meno considerati altamente nocivi e quindi trattati in impianti dedicati. In questo caso ci sono delle apposite aziende che si occupano del ritiro e dello smaltimento, perché ovviamente simili rifiuti tossici non dovrebbero (condizionale d’obbligo!) essere buttati e lasciati liberamente all’aria aperta.
Fanno parte di questo gruppo generico di rifiuti speciali:

• i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
• i rifiuti da lavorazioni industriali;
• i rifiuti da lavorazioni artigianali;
• i rifiuti da attività commerciali;
• i rifiuti da attività di servizio;
• i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi;
• i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
• i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
• i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
• il combustibiole derivato dai rifiuti;
• i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

Per questi rifiuti, quindi, è necessario contattare una di quelle aziende che si occupano dello smaltimento di questi rifiuti (un elenco lo trovate qui) .
Ovviamente la tematica è delicata, e molto spesso avvengono i loschi traffici e smaltimenti fantasiosi (diciamo la verità: illeciti) che ben conosciamo. E infatti la prima regione tra quelle più interessate dai reati ambientali è la Campania.
Speriamo che questo 2009 ci porti buone notizie anche in questo senso.

Marianna Sansone

Giornalista, si occupa di contenuti e crede nell'importanza delle singole parole, delle "e" ed "a" finali, delle virgole e degli spazi. Mamma di Benedetta e Anna, ha fondato Econote nel 2008. La sua mail è marianna@econote.it

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Marianna Sansone
Tags: Rifiuti

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