Dal 18 giugno è in vigore il principio “Uno contro uno” per lo smaltimento dei RAEE: Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Parliamo di piccoli e grandi elettrodomestici, personal computer, calcolatrici, stampanti, fotocopiatrici, apparecchi radio, televisori , videoregistratori, impianti hi-fi, cineprese, apparecchiature elettromedicali, strumenti e giocattoli elettrici ed elettronici (trapani, videogame, treni e macchine elettrici), distributori automatici, registratori di cassa, telefoni, fax e cellulari. Tutte cose di cui facciamo sempre più uso.
La produzione di rifiuti tecnologici provoca l’immissione nell’ambiente di sostanze tossiche (piombo, mercurio, cadmio, zinco, bromo) ed è oggi in costante aumento. In Italia vengono dismesse annualmente più di 700mila tonnellate di RAEE , circa 12 kg per abitante, che diventano in media circa 20 kg per ogni cittadino europeo. Eppure è possibile ridurre l’impatto ambientale inserendo più dell’85% dei RAEE in un processo di riciclo, attraverso opportune modalità di ritiro, trasporto, stoccaggio, separazione dei materiali, eventuale riciclo e riutilizzo, smaltimento, il tutto nel rispetto della normativa vigente. Questi sono dati della Cooperativa Sociale Altro Sud, che si occupa proprio di smaltimento dei RAEE a Sparanise, Caserta.
Solo qualche esempio: nei frigoriferi, congelatori e condizionatori sono contenuti CFC e HCFC che danneggiano la fascia di ozono, causano tumori alla pelle, malattie agli occhi e indeboliscono il sistema immunitario; termostati, sensori o interruttori contengono mercurio, capace di causare nell’uomo danni al cervello, al coordinamento ed al bilanciamento; batterie, pile, tubi catodici contengono nickel e cadmio, che causano tossicità acuta e cronica in animali terrestri ed acquatici, mentre nel corpo umano provocano disfunzioni renali, disturbi della crescita e della fertilità, reazioni allergiche. Il cloruro di cadmio è cancerogeno, come lo è anche il piombo, presente in pile, batterie, tubi catodici.
Innanzitutto tener presente dei danni all’ambiente e alla salute che nel suo piccolo contribuisce a provocare se, pur di liberarsene, non sceglie di smaltirlo correttamente. E poi il discorso deve farsi più ampio, poiché la buona volontà del singolo cittadino deve incontrare la sensibilità e competenza delle istituzioni: dovrebbero essere i Comuni a farsi carico della creazione di modalità di trasporto e raccolta sistematiche e regolari, attraverso apposite isole ecologiche messe in sicurezza e convenzioni con aziende autorizzate, così da creare un sistema di ritiro dei rifiuti che sia gratuito per i cittadini e soprattutto corretto e regolare, non episodico.
Sicuramente le novità più recenti riguardano un nuovo sistema per la movimentazione di tutti i rifiuti, RAEE compresi: il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Il decreto è stato approvato nel dicembre 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente ed è finalizzato all’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Nulla da dire sulle intenzioni iniziali, in quanto il provvedimento tende a prevenire l’illegalità nel percorso spesso poco chiaro del rifiuto, dalla sua produzione alle fasi di trasporto e smaltimento. Purtroppo, pur volendo favorire trasparenza ed efficienza, nella pratica il decreto complica le cose: le imprese devono pagare un’iscrizione annuale al SISTRI, ogni mezzo di trasporto deve avere una black box e un dispositivo USB per la registrazione e il monitoraggio dei rifiuti, ecc. … laddove prima bastava il sistema cartaceo.
In effetti, a quasi cinque anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 151/2005, finalmente il sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici diventa realmente operativo. Le nuove norme obbligano positivamente ad una SISTEMATICITA’ dello smaltimento corretto, che prima mancava.
Riguarderà distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza tecnica di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche, con una separazione tra RAEE domestici e RAEE professionali (ad esempio macchine da ufficio). Questi soggetti dovranno ritirare il rifiuto elettronico ( della stessa tipologia di quello acquistato ex novo – una lavatrice vecchia per una nuova, un lettore dvd vecchio per uno nuovo…) e raggruppare i RAEE per facilitarne il trasporto ai centri di raccolta. Le imprese che si occuperanno di raccolta e trasporto dei RAEE dovranno essere iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali e questo, sicuramente, dal nostro punto di vista è un grosso vantaggio.
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