Un Motore ad Aria per Pulire l’Aria

Il nostro viaggio nella scoperta di mezzi ecologici per i nostri spostamenti ci ha portati ad un tipo di motore minimalista in tutti i sensi: il motore ad aria compressa.

Il meccanismo di tale motore è semplice: viene compressa aria all’interno di bombole, che verrà successivamente liberata durante la locomozione per muovere i pistoni del veicolo. La meccanica è dunque molto simile ai motori a combustibile fossile attuali, solo che mentre in questi l’aria viene riscaldata dalla combustione del carburante (e di conseguenza si carica di energia in grado di muovere i pistoni), nei motori ad aria compressa, l’energia viene immagazzinata nell’aria già nella fase di rifornimento. Le emissioni di un motore simile consisterebbero semplicemente in aria fredda.

Il rifornimento può esser operato in stazioni o a casa. Un pieno costerebbe circa 1,50 € e conferirebbe un’autonomia di 200 Km (dati derivati dagli studi effettuati dall’Ingegnere Francese Cyril Guy Nègre, che lavora da tempo ai motori ad aria compressa).

Si tratterebbe dunque di un veicolo fatto per la città (in quanto non raggiunge elevate velocità come i motori a combustione).

Ci sono però dei problemi relativi a questo tipo di motore. In primis, la formazione di ghiaccio. L’aria infatti quando viene liberata nel circuito di alimentazione assorbe energia termica dall’esterno per raggiungere la pressione atmosferica (è il principio usato dai frigoriferi). Questo raffreddamento può ghiacciare con l’uso il motore. Per ovviare a tale problema si è pensato di non far raggiungere all’aria immediatamente la pressione atmosferica, ma di portarla ad una pressione inferiore, per poi riscaldarla con un radiatore.

Un altro problema è la sicurezza. Infatti un’auto del genere sarebbe costituita da materiale molto leggero (per diminuirne il peso ed aumentare le prestazioni). In questo modo però la si rende più fragile. Questo problema potrebbe esser arginato ideando nuovi materiali, leggeri ma resistenti.

Infine l’efficienza. Infatti essa è inferiore rispetto alle macchine elettriche (anche se quest’ultime avrebbero il problema dello smaltimento delle batterie).

Tutto sommato però l’auto ad aria compressa potrebbe esser un tassello importante nella soluzione finale per la lotta all’inquinamento, in particolar modo in città, che sempre più si circondano di “vapori pesanti”.

Marianna Sansone

Giornalista, si occupa di contenuti e crede nell'importanza delle singole parole, delle "e" ed "a" finali, delle virgole e degli spazi. Mamma di Benedetta e Anna, ha fondato Econote nel 2008. La sua mail è marianna@econote.it

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