Un grazie a Flora Pironcini, giornalista di Cronache di Napoli, occhio attento sulla città che ci ha fotografato così la situazione della città in questi giorni.
Quindici anni di emergenze e commissariamenti che, ad oggi, non hanno risolto nulla. Di rifiuti per strada, purtroppo, se ne vedono sempre più. E ogni giorno è una lotta continua contro una nuova crisi che potrebbe mettere ko la città.
Ma a Napoli, questa è aria di normalità. Come normale sembra essere il continuo contendersi dei rifiuti tra le istituzioni cittadine. Se fino a qualche giorno fa, difatti, si parlava di provincializzazione, adesso la parola d’ordine è regionalizzazione. Unica strada per uscire dalla ormai perenne emergenza, quindi, è il ritorno al passato. Solo così Napoli potrà sversare le tonnellata di pattume fuori provincia e liberarsi dei cumuli che attanagliano la città.
Una nuova crisi è piombata sul capoluogo campano, colpa di un sistema troppo fragile che, non appena viene a mancare un anello principale, si sgretola. E l’anello principale, la discarica di Chiaiano, la bomba ambientale tra gli agglomerati di case e ospedali, è ‘fuori servizio‘. Dopo il blitz dei Noe, su ordine della Procura, che hanno eseguito perquisizioni e sequestri nell’ambito di un’indagine sugli sversamenti illegali di rifiuti nella discarica e la possibilità che il percolato sia finito nella falda, con anche dieci indagati tra cui il titolare della ditta appaltatrice per la copertura dei rifiuti e il titolare della ditta subappaltatrice, Napoli rivive l’incubo.
E monta la protesta dei cittadini che, in alcuni casi, scendono anche in strada esasperati dalla puzza, che con il caldo di questi giorni aumenta sempre più, e dall’impossibilità di passare sui marciapiedi. “Al momento non vedo rischi sanitari”, tranquillizza il ministro Ferruccio Fazio.
Intanto, c’è la proroga al 31 dicembre dell’abrogazione delle autorità’ d’ambito che si occupano di servizi pubblici locali, ma anche proroga della provincializzazione dei rifiuti in Campania. Sono alcune delle disposizioni contenute del dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale che prevede, inoltre, l’estensione fino al 31 dicembre dei termini per le procedure di assunzione all’Ispra e un’ulteriore proroga fino a fine anno della deroga che consente lo smaltimento in discarica di alcune tipologie di rifiuti che già dal 2007, per effetto di una direttiva europea, dovrebbero avere come destinazione finale esclusivamente i termovalorizzatori.
Proroga su proroga e cambi su cambi, la città all’ombra del Vesuvio emblema della pizza e del mandolino, non risolve, una volta e per tutte il problema rifiuti. Si continua a conferire in discarica (anche se bisogna trovarne altre, visto che l’invaso alla periferia Nord di Napoli tra meno di 90 giorni chiuderà i battenti) e la raccolta differenziata è ferma la palo. Le associazioni ambientaliste, purtroppo, sembrano inette difronte al ‘dispotismo’ della politica che, forse, continua a gettare la nostra terra sotto un manto di terreno e percolato.
Fiab Caserta in Bici ha scritto a tutte le amministrazioni che si trovano lungo il…
Oltre 40.000 reati ambientali accertati in Italia nel 2024 raccontano la dimensione di un fenomeno…
Napoli si prepara alla XXIV edizione de “La Notte della Tammorra”, il più grande festival…
“La Conferenza dei Sindaci della Costa d'Amalfi non dispone, ad oggi, di alcun atto —…
Il cinema salernitano continua a varcare i confini internazionali e a ottenere riconoscimenti di altissimo…
È iniziato il conto alla rovescia per la seconda edizione di Castello di Carta,…