Michael Fishbach, cofondatore del gruppo per la protezione della balena, «The Great Whale Conservancy» era in vacanza con degli amici. Avvistata una megattera immobile a pelo d’acqua nel mare di Cortez si è tuffato per accertarsi delle condizioni dell’animale. La balena era viva. Ma intrappolata da decine di metri di rete da pescatore che la immobilizzavano e le rendevano difficile la respirazione.
Subito Micheal e i suoi amici si sono messi a taglire le maglie della rete finchè la balena non è stata del tutto liberata dalla sua prigionia… da quel momento si è esibita in una serie di tuffi e contorsioni (circa 40) per manifestare la sua gratitudine per la libertà riacquistata.
«Quando nuotavo al suo fianco i nostri occhi si sono incrociati, non c’erano parole che potevamo scambiarci ma volevo farle sapere che eravamo lì per aiutarla. Ho fatto fatica a stare concentrato perché quasi sopraffatto dalla vista d’una bestia bellissima ed enorme, intrappolata e vicina alla morte. E ammetto d’aver avuto paura perché sapevo che era impaurita ed esausta e poteva uccidermi se avesse avuto una reazione da panico contro di me»
Con queste parole Fishbach ha voluto manifestare lo stupore e la soddisfazione di aver vissuta un’esperienza del genere.
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