In genere questa capacità di deduzione è riservata, oltre che all’uomo, ai corvi e ai primati (scimpanzé in particolare) per questo un simile episodio ha suscitato l’interesse del mondo accademico e scientifico.
L’esperimento è stato ripetuto più volte, la Dottoressa Diana Reiss (esperta nello studio dell’intelligenza di elefanti e delfini) afferma che le prime sette volte Kandula è rimasto fermo ad osservare semplicemente la frutta sul ramo. “Poi, finalmente, ha avuto quella che sembrava una rivelazione improvvisa: è andato dritto verso il cubo di plastica, l’ha spinto in linea diretto proprio sotto la frutta, ci ha messo su le zampe e ha preso il cibo, tutto in un solo, rapido movimento. Non possiamo sapere cosa è successo nella sua testa… ma il fatto che sia andato subito verso il cubo fa pensare che abbia proprio immaginato tutto il procedimento“
L’esperimento, nonostante gli stessi studiosi dello zoo ammettano che Kandula è un elefante dotato di curiosità e intelligenza sopra la media, dimostra oltre alla capacità deduttiva anche quella immaginativa dell’animale e degli elefanti in generale.
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