Il progetto sarà esteso in tutta Europa ed è già funzionante in Giappone (paese notoriamente attento in questo campo). Il sistema si baserebbe su due elementi:
In caso di terremoto, il sistema invierebbe l’allarme al luogo interessato in modo che si attivino in tempo i piani di evacuazione e mitigazione dei danni.
Napoli sarà tra le prime a sperimentare questo sistema. Verrà infatti connesso a due scuole dell’interland ed una linea ferroviaria locale (Circumvesuviana). Questo renderà orgogliosi i ricercatori di geofisica dell’Università di Napoli Federico II che fanno parte dei team al vertice del progetto. Gli stessi che nel bel paese sono stati esclusi, insieme a tutti i geofisici delle università italiane, dai finanziamenti PRIN (Progetti d’Interesse Nazionale Finanziati dal Miur).
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