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Quando il Carnevale è ecologico: i Fantaveicoli di Imola

Sono lunghi, corti, colorati, mascherati. Vanno a spinta, a pedali, a vela, a elica, oppure a energia elettrica o aria compressa. Hanno uno o più conducenti e possono avere anche decine di ruote. Cosa sono? I Fantaveicoli, ovviamente!

Ognuno diverso dall’altro, ma tutti categoricamente ecologici. Perché fatti con materiali di recupero. Biciclette customizzate, carriole rielaborate, stufe riadattate: qualunque mezzo vale purché non emetta emissioni, ma tanta fantasia. È Carnevale, d’altronde! O meglio, è il Carnevale di Imola.

Nato ufficialmente con questa connotazione green nel 1998, il Carnevale dei Fantaveicoli è uno degli appuntamenti carnascialeschi più originali d’Italia, capace di mixare estrosità e ingegno tecnico col rispetto per l’ambiente. “Imola nel ‘900 era denominata “la città dei matti” per la presenza di due ospedali psichiatrici e forse una certa dose di ‘pazzia’ s’è trasmessa agli imolesi di oggi”, spiegano divertiti gli organizzatori del Servizio Attività Culturali della Città di Imola.
Il risultato è un concorso a premi bizzarro, che attira tantissimi amanti delle ruote (non importa quante), e che abbina alle sfilate mascherate la sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente e della riduzione dei rifiuti anche attraverso l’organizzazione di mostre, spettacoli e laboratori pratici sul riuso. Qui “A Carnevale ogni riuso vale”.

Avete anche voi un Fantaveicolo parcheggiato sotto casa? Per partecipare c’è tempo fino al 21 febbraio, affrettatevi! L’appuntamento con la Grande Sfilata del recupero creativo è in programma domenica 2 marzo, con partenza dalla pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. 

Ma ricordate: i veicoli devono essere in grado di spostarsi e affrontare l’intero percorso prefissato senza impiegare alcun tipo di carburante inquinante. Pena, l’esclusione dalla gara. D’altronde: è o non è uno dei Carnevali più folli, creativi ed ecologici d’Italia?

Alessandra Mazzotta

Giornalista pubblicista, copywriter, blogger, esperta nella comunicazione ambientale e nell'organizzazione di eventi sostenibili. È laureata in scienze della comunicazione con una tesi sul comico linguistico. Ha lavorato per giornali di carta e digitali, scrivendo di ambiente e intercultura, ha curato la campagna T.V.B. Ti Voglio Bere per la valorizzazione dell'acqua del rubinetto, ha scritto l'ebook "L'antispreco è servito. Ricette teoriche e pratiche contro lo spreco alimentare". Pessima cuoca, buona forchetta, vive a Torino, viaggia in bici e crede nella sostenibile leggerezza dell'essere: sulla Terra. Twitta come @alessandramaz

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