La stampante 3D, è tecnologia in continuo sviluppo e su cui c’è grande attesa soprattutto dal punto di vista scientifico.
Ad una stampante 3D possiamo dare in pasto progetti elaborati al computer ottenendo in cambio l’oggetto desiderato. Una tecnologia che sta rivoluzionando il mercato unendo: personalizzazione e diffusione.
La risposta è sì e ho individuato almeno tre ragioni per cui l‘on-demand delle stampe 3D è sostenibile e green.
1) Meno materie prime. La stampante 3D non lavora per sottrazione un blocco di materiale per ricavarne l’oggetto, ma filamento dopo filamento lo costruisce con l’esatta quantità di materia necessaria. Inoltre, grazie alla sua particolare tecnica è in grado di creare
2) Chilometraggio zero. Dove filosofia ed ecologia si uniscono: fruibilità per tutti, ovunque. Dove c’è una stampante, posso creare, anche se l’oggetto è stato pensato dall’altra parte del globo. Ci basterà prendere la bicicletta e andare alla più vicina stampante per scegliere un brevetto che prenderà vita davanti ai nostri occhi. Lo prenderemo in mano e ce lo porteremo a casa. Un taglio netto sull’intera filiera di trasporto del prodotto, operazione che ogni giorno pesa nell’aria con tonnellate di CO2 e sulla terra con rifiuti ed energia.
3) Energia? No grazie. Mettersi in casa uno di questi apparecchi o metterlo in moto, non farà piangere il nostro cuore ecologico. Secondo studi capitanati dal professore Joshua Pearce, funzionare alcuni modelli di stampante 3D costa mediamente quanto un computer portatile. Insoddisfatti, dei team di ricerca studiano come renderla autosufficiente dal punto di vista energetico mediante l’utilizzo di pannelli solari. A livello industriale, bisogna tenere a mente che talvolta queste particolari stampanti riuniscono più operazioni produttive in una, riducendo l’impatto ambientale dell’utilizzo di più macchine.
4) PLA&company. Ma se tutti possono accedere alla produzione, significa che potremmo sommergerci ancor di più di rifiuti? Fortunatamente no! Questa affascinante e promettente tecnologia ormai viene adoperata in comunione a tanti materiale di vario genere, dal nylon all’argilla al mitico PLA (poli acido lattico), un polimero biodegradabile e riutilizzabile davvero performante.
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