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Cosa significa essere un viaggiatore responsabile? | Intervista

 

Elisa è curiosa e nomade di natura, un’instancabile sognatrice e militante per un mondo migliore. Presidente e fondatrice dell’associazione francese EquiTerre che agisce per promuovere e sensibilizzare al consumo critico e lo sviluppo sostenibile e con cui Econote.it ha stabilito una partnership.

Chi potevo trovare di meglio per una domanda fondamentale nel nostro Speciale #viaggisostenibili: Cosa significa essere un viaggiatore responsabile? Leggete le risposte e ve ne renderete conto.

Quali sono le tue esperienze di viaggio sostenibile?

Il viaggio ha caratterizzato una gran parte della mia vita. Ho cominciato dal viaggiare in Europa con l’Erasmus e viaggi estivi a casa degli uni e degli altri scoprendo così per immersione la cultura di Spagna, Germania e Romania. Durante gli studi sono partita per due mesi in Togo (Africa) per un cantiere umanitario ed uno stage alla croce rossa togolese. In seguito sono partita in ambito lavorativo in Kerala, nel sud dell’India per incontrare il partner di cui ero in carica e valutare la pertinenza dei progetti messi in atto rispetto ai bisogni. Infine (per il momento) ho passato 10 mesi a gironzolare per l’Australia tra couchsurfing, HelpX, carsharing e volontariato presso parchi nazionali.

Prossima destinazione ?

America Latina.

Ci parli un po’ di Equi Terre Paris?

EquiTerre Paris è una giovane associazione nata alla fine del 2010 che mira a far conoscere al pubblico, tramite azioni e progetti adattati alle diverse fasce d’età, il consumo critico e lo sviluppo sostenibile ma soprattutto a mostrare come ognuno di noi può agire concretamente in maniera semplice e accessibile per rendere la nostra terra un mondo migliore per noi stessi ed i nostri figli.

Oggi si sente sempre più parlare di “consumo critico” e “sviluppo sostenibile” ma spesso questi sono sfruttati dalle aziende per fare green-marketing e greenwashing ed il consumatore si ritrova sommerso da tante, troppe, informazioni che lo confondono e danno vita a luoghi comuni. Se oggi, siamo considerati come “consumatori” prima che come cittadini, è ora di cambiare le cose ed il cambiamento comincia da ognuno di noi, oggi.

Tutto intorno a noi è consumo o quasi, è un dato di fatto della società occidentale attuale ed il nostro obiettivo non è di isolarci ed ignorare il nostro contesto di società ma di cambiarlo rendendolo più equo e responsabile. EquiTerre è convinta che non esiste una soluzione ma un insieme di soluzioni che incastrandosi l’una con l’altra possono permetterci di vivere una vita più sana e responsabile per noi, l’Ambiente e l’Uomo. E’ per questo motivo che EquiTerre non fornisce soluzioni “chiavi in mano” ma si da’ come obiettivo quello di innestare il seme del dubbio nella mente delle persone con cui interagisce con lo scopo di spingerle a riflettere. Porsi la domanda sull’origine, l’etica, l’impatto ambientale, ecc di un prodotto al momento del suo acquisto è fondamentale. E’ molto più semplice mettere meccanicamente una tavoletta di cioccolata nel carrello e proseguire, ma nel momento in cui proviamo a leggerne l’etichetta e a interrogarci sulla sua origine, condizioni di produzione e percorso di distribuzione le cose sono molto diverse. Non c’é bisogno di essere ricchi o laureati per essere dei consumatori critici e responsabili. Serve solo buona volontà, informazione e inventiva.

Cosa significa viaggiare sostenibile? È diverso dal turismo responsabile o sono la stessa cosa?

Viaggiare in maniera sostenibile ed il turismo responsabile sono due concetti similiche si intrecciano e si completano.
Mentre il primo sta ad indicare un qualsiasi viaggio (non necessariamente volto all’attività turistica) concepito in maniera critica e consapevole a livello individuale (ospitare o essere ospitati tramite couchsurfing, fare carsharing per raggiungere la destinazione delle vacanze, partire zaino in spalla, …), il secondo rimanda a una dimensione più macro e specifica al settore turistico: il turismo responsabile è un’applicazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile al settore del turismo:

• Viabilità ecologica a lungo termine
• Viabilità economica del modello
• Viabilità sociale per le popolazioni locali

Il progetto “Viaggiare Altrimenti” creato e portato da EquiTerre è nato proprio per racchiudere le diverse forme di turismo responsabile, ecosostenibile, ecc. e incoraggiare e sostenere chiunque voglia viaggiare (o far viaggiare) in un modo alternativo al turismo di massa. Ognuno può in effetti, in base alle proprie disponibilità e affinità viaggiare altrimenti. Il nocciolo è avere un’idea, un progetto in seguito EquiTerre vi accompagna per aiutarvi a realizzarlo.

Mi racconti un’esperienza particolarmente bella di viaggio sostenibile? Cosa ti ha lasciato come bagaglio di esperienza?

Un mio viaggio particolarmente sostenibile è stato un capo umanitario in Togo. L’Africa è stata la mia prima vera esperienza nel settore della solidarietà internazionale, durante il quale ho partecipato ad un campo umanitario in cui mi occupavo di fare corsi estivi a bambini delle elementari e prevenzione contro l’AIDS seguito da un volontariato di un mese presso la croce rossa togolese.
Vivere alla togolese comporta parecchio spirito di adattamento: dormire su una stuoia sul pavimento, svegliarsi e coricarsi al ritmo del sole, lavarsi con un secchio d’acqua fredda facendo attenzione a non sprecarne nemmeno una goccia, spostarsi unicamente a piedi per fare qualsiasi cosa, sperare di non ferirsi o ammalarsi in quanto al dispensario non c’è alcool né ovatta, dover accendere un fuoco con la carbonella ad ogni pasto, … ma l’immersione nella cultura locale, rendersi conto delle reali difficoltà di un mondo in cui non si vive di soli bisogni indotti ma anche di quante cose superflue le nostre vite occidentali sono riempite, prendere parte ad una comunità in cui la semplicità e la solidarietà permettono a tanti individui di vivere dignitosamente e con tanto benessere spirituale, scoprire la ricchezza dell’eredità storica di una cultura il cui squilibrio di sviluppo è in parte responsabilità nostra, rallentare e vedere com’è naturale prendere il tempo di vivere senza essere schiavi di un orologio… questa è stata la ricchezza del mio primo viaggio intercontinentale. Sono partita pensando di aiutare e portare qualcosa alla comunità di Kovié, ma in realtà quella che ha “preso” ed appreso di più sono stata proprio io: rimettermi in discussione e relativizzare sull’eurocentrismo sono state sicuramente i maggiori insegnamenti di questo viaggio che mi porto dentro ogni giorno.

Qual è la prospettiva con cui si parte per un viaggio sostenibile amico dell’ambiente?

Ci sono tanti modi di partire in viaggio in maniera “ecofriendly” l’unico limite è l’immaginazione!
Abbiamo accompagnato viaggiatori che sono partiti in giro per il mondo in bicicletta per limitare le emissioni di CO2, abbiamo incontrato viaggiatori che si muovevano unicamente facendo autostop e car sharing, uno dei nostri ultimi viaggiatori responsabili partirà il 15 luglio da Parigi in treno per effettuare una marcia in favore dell’ecologia sul litorale occidentale della Francia in cui raccoglierà rifiuti sulle spiagge per sensibilizzare i turisti al rispetto di quest’ultime, altri ancora hanno riservato particolare attenzione al momento della prenotazione delle vacanze assicurandosi che le strutture turistiche di accoglienza fossero rispettose dell’ambiente (fauna e flora),…ci sono infiniti modi di viaggiare rispettando l’ambiente l’importante è riflettere al momento della concezione secondo la propria sensibilità e propensione a come integrarlo nel proprio viaggio.

Il bagaglio del viaggiatore critico e responsabile cosa contiene?

Il bagaglio del viaggiatore critico e responsabile deve essere molto leggero perché questo si riempirà di esperienze lungo il viaggio.
Il bagaglio si costituisce a monte prima di partire riflettendo a come dare un’impronta responsabile al proprio viaggio ed informandosi sulla cultura, usi e consuetudini locali. Una ricerca accurata sulla cultura e usanze del posto prima della partenza è indispensabile.
Soprattutto una volta “on the road” bisogna essere aperti e non aver paura di rimettersi in gioco. La valigia del viaggiatore critico è per me, quindi carica di umiltà, voglia di imparare, capacità di adattamento, rispetto e voglia di mettersi in discussione.

Quali comportamenti evita il viaggiatore responsabile?

Il viaggiatore ha una grande responsabilità : rappresenta agli occhi delle popolazioni locali e dei compagni di viaggio incontrati sulla strada il suo paese di origine e la sua cultura. E’ quindi importante evitare di assumere comportamenti scorretti (rumore, lasciare rifiuti in giro, non rispetto per le opere, regole e cultura locali) che possano far si da etichettare i futuri viaggiatori provenienti da quel paese come “sgraditi” (cf francesi in Australia).
Soprattutto il viaggiatore ha l’immensa responsabilità di contribuire a definire le grandi linee e mode del turismo. Il viaggiatore responsabile quindi eviterà i circuiti e le strutture turistiche dedicate al turismo di massa che spesso rappresentano un danno enorme per l’ambiente e l’economia locale. Privilegiando le strutture turistiche (pensioni, ristoranti, trasporti,…) e attrazioni responsabili locali (che garantiscano il rispetto del diritto del lavoro per i loro dipendenti, il rispetto dell’ambiente, trattamento etico e non crudele degli animali, artigianato locale,…) il viaggiatore contribuisce ad un reale sviluppo del territorio e un rispetto delle popolazioni locali. Inoltre, maggiori saranno i viaggiatori ad esigere tali condizioni, più il settore turistico si adatterà a rispettarli in modo da perdere tali fasce di mercato.

Il viaggiatore responsabile è particolarmente attento a non alimentare pratiche illegali come il contrabbando in particolare di prodotti alimentari o di artigianato provenienti dalla caccia di animali protetti o in via di estinzione.
Ancora, il viaggiatore responsabile non alimenterà l’economia dell’elemosina dando soldi, caramelle o regali ai bambini del posto. Se vuole aiutare quei bambini ad avere un futuro migliore è importante spingerli ad andare a scuola. Il viaggiatore responsabile può fare volontariato presso associazioni locali o donare loro materiale (dopo aver visto con esse i loro bisogni reali).

Infine, un viaggio responsabile è dato dall’apertura mentale in particolare alla differenza culturale, è quindi necessario cercare di andare verso le popolazioni locali liberandosi dai pregiudizi e luoghi comuni. Le popolazioni locali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, non devono essere viste come una mostra zoologica ma come la chiave per capire una cultura diversa e rispettandole in tradizioni, consuetudini, economia ed ambiente.

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