Partiamo subito dai dieci comandamenti elencati nel manifesto, per chiarirci le idee:
1_ nessuno va in montagna per ritrovare la città
2_ nessuno ha il diritto di portare la città in montagna
3_ il viaggiatore non è una merce, ma una persona
4_ il montanaro non è un servo, ma un ospite
5_ se ospite e montanaro non si parlano, hanno perso entrambi
6_ il turismo sostenibile non si mangia la montagna, la alimenta
7_ la lentezza non è una rinuncia, ma una conquista
8_ il viaggiatore responsabile è curioso, rispettoso, attento
9_ la montagna non è un museo e nemmeno un lunapark
10_ la montagna dolce è l’unica montagna possibile
Li sottoscrivete? Bene, vuol dire che siete amanti anche voi delle Sweet Mountains, le montagne dolci, da scoprire con lentezza, rispetto, un sorriso sulle labbra e gli occhi sorpresi.
Si chiama proprio così – Sweet Mountains – la rete del Turismo responsabile sulle Alpi creata da Dislivelli, associazione di ricercatori universitari e giornalisti specializzati nel campo delle Alpi e della montagna – uno su tutti, Enrico Camanni, alpinista, redattore e direttore di riviste di montagna. Obiettivo del progetto, raccogliere i luoghi dell’arco alpino che “Credono in una montagna ancora vestita da montagna, in un turista ospite ma non padrone, in un montanaro padrone di casa ma anche ospite”, scrivono i promotori. Una rete che conta già decine di strutture turistiche, ma anche intere comunità come Chamois, piccolo villaggio della Val d’Aosta dove non circolano automobili, o Cumiana, in provincia di Torino. E presto all’interno della rete saranno inseriti anche operatori professionali, tra cui guide e accompagnatori, per garantire più sicurezza a chi la cerca sulle vette.
“Sweet Mountains è innanzitutto un’idea di montagna capace di futuro, una rete per unire e promuovere in Italia e all’estero le strutture delle Alpi del Nordovest che sposano la filosofia del turismo dolce, leggero nei suoi impatti e sostenibile da un punto di vista ambientale, economico e sociale”. Non la montagna caciarona dei grandi impianti, dei grandi palazzi, dei grandi investimenti. Spazio invece a una montagna e a un turismo più verde, anche estero: il sito sarà presto tradotto in inglese, francese e tedesco.
Per far conoscere questi luoghi, i sapori e i volti della montagna, ogni mese l’associazione Dislivelli mette a disposizione una guida scaricabile gratuitamente registrandosi sul sito www.sweetmountains.it. Dopo la prima dedicata alla Valle del Cervino, la seconda guida si intitola “I tre denti di Cumiana e la Rocca Sbarua”. Territori con varietà naturali e culturali vastissime, da sfogliare e da scoprire, con calma.
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