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Economia circolare del riciclo di Lucart

Che cos’è l’economia circolare del riciclo e perché è così importante? Il 18 giugno Lucart Group ce lo ha spiegato con un evento ospitato in Expo dal padiglione Waterstone di Intesa Sanpaolo, promotrice del progetto “Ecco la mia impresa“. Con grande piacere Econote.it è stato invitato a prendere parte all’evento assieme a diverse realtà sostenibili in Italia, nei quali confronti siamo stati interlocutori curiosi e spettatori ansiosi di conoscere -e scrivere!-.

Tra padiglioni di Nazioni completamente diverse fra loro, tra il fermento di idee e culture, l’iniziativa non avrebbe potuto trovare luogo migliore. Ci troviamo all’EXPO, opportunità per creare, per collaborare e dialogare attorno al tema assai caro dell’ambiente, che indistintamente riguarda tutte e tutti.

Al padiglione Sanpaolo, tra la Polonia e le spezie del mondo, ci accoglie Gloria Zavatta, sustainability manager di Expo, aprendo la conferenza ponendola nel contesto più apio di un mondo in evoluzione e dell’attenzione che Expo gli vuole riservare. Serbatoio di pratiche ecologiche e motore dell’economia sostenibile, ecco struttura e utilità del lavoro di Lucart:

Economia circolare

Per economia circolare si intende un sistema ciclico in cui il prodotto finale, una volta impiegato secondo il suo utilizzo ed esaurito, invece che diventare scarto figura come materia prima per una filiera che lo trasformi in un nuovo prodotto utile. Il consumo di materie prime è notevolmente ridotto e all’onere dello smaltimento dei rifiuti prende posto un processo di trasformazione, con conseguenze decisamente positive in termini ambientali. Come suggerisce Tommaso De Luca, Responsabile Comunicazione Ambientale di Lucart Group, per un Paese che non dispone di ingenti risorse naturali come l’Italia, la scelta di adoperare gli scarti come matrice di nuovi prodotti è doppiamente consapevole, in quanto sostenibile sia dal punto di vista naturale che economico.

A sinistra Guido Pasquini, Direttore commerciale di Lucart; a destra Tommaso De Luca, responsabile Comunicazione Ambientale di Lucart

Riciclo circolare di Lucart, Tetrapak e Plaxtech

Tetrapak mette in commercio confezioni per alimenti composti da cellulosa, polietilene -plastica- e alluminio. Se noi le buttiamo nel contenitore corretto (per scoprire dove gettarli nel tuo Comune clicca qui), gli incarti non costituiranno materia inquinante, ma verranno accolti dai macchinari di Lucart e Plaxtech che ne faranno qualcosa di nuovo. Lucart senza utilizzare sostanze chimiche recupera tutta la cellulosa di Tetrapak e la impiega per i suoi prodotti in Fiberpack, tecnologia sempre più adottata e più performante della carta classica. Plaxtech si occupa delle plastiche, che grazie al Roteax, una macchina multi-iniezione ideata dalla stessa azienda che arriva ad un risparmio del 30% sui costi energetici, converte in pallet di plastiche miste molto più resistenti di quelli in polimeri.

In termini ambientali

Ogni piccolo risultato è una conquista, lo conferma con orgoglio Lorenzo Nannariello di Tetrapak, indicando i dati in crescita della popolazione coinvolta nella pratica del riciclo. In 10 anni le persone che compiono tale pratica sono aumentate dl 600%, grazie alle quali vi è stato un parallelo aumento del 200% delle tonnellate di materiale riciclato. Questo è il frutto di anni di impegno nella sensibilizzazione su temi ecologici promossa da Tetrapak stessa e della sua volontà di coniugare qualità e rispetto per le persone e la natura. Grazie all’impegno di ognuno di noi, Lucart è riuscita a recuperare 995 milioni di cartoni per bevande, evitando l’abbattimento di 165.000 alberi (556700 mq di area boschiva) e l’immissione in atmosfera di quasi 29.000 tonnellate di Co2. Siamo di fronte ad una filiera che grava sempre meno sulla salute dell’ecosistema, la filiera circolare del futuro, sostenuta da aziende che si muovono nel senso della promozione culturale da un lato e continui investimenti nella ricerca di tecnologie sostenibili dall’altro.

Lorenzo Nannariello, Responsabile Ambiente per Tetra Pak

Oltre al cerchio della produzione vi è l’anello che permette di chiudere il sistema dell’economia circolare: è la collaborazione tra tutti coloro che potrebbero prendervi parte. Laura Brambilla di Legambiente e Massimo Gai di Lucart hanno colto nel segno sottolineando la necessità della collaborazione. Lo sviluppo alternativo in un sistema chiuso può avere luogo solo se tutti gli anelli si danno una mano. Per massimizzare i miracolosi dati riportati sopra e farli crescere ulteriormente c’è da innescare un sistema circolare anche nel sostegno reciproco delle realtà. Bisogna rafforzare il legame tra tutte le parti della filiera, dal macchinario al consumatore, invogliando ognuno a prendervi parte da protagonista che renda possibile una via alternativa e sempre più efficiente.

Silene Gambino

Studia filosofia, le piacerebbe lavorare coniugando i suoi due interessi, ovvero scienza e politica, in cui è attualmente coinvolta. Collabora con testate online e cartacee col principale scopo di divertire e divertirsi scrivendo. Adora chiacchierare di tutto con tutti, specialmente con le volpi: come prendono in giro loro le persone non lo fa nessuno.

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