Autosvezzamento: naturalmente, verso il cibo dei grandi

Meglio definito come alimentazione complementare a richiesta, è un metodo naturale, sano e rispettoso dei gusti del bambino per il passaggio all’alimentazione solida dei lattanti. Attraverso passi lenti e graduali, si passa da una dieta a base di solo latte  all’universo dei cibi “dei grandi” senza l’uso di alimenti prodotti specificamente per questo periodo (i baby-food).

La pratica di autosvezzare, generalmente, è meglio inserita nella gestione dei pasti quando la mamma allatta al seno e a richiesta . In questo caso, infatti, la predisposizione a lasciare che il bimbo scelga se e quanto mangiare è maggiore, e il bimbo si assicura comunque tutti gli elementi necessari alla crescita attraverso il latte materno. Anche fino all’anno di età, infatti, il latte materno può ritenersi l’ alimento principale del piccolo, che sarà integrato da assaggi e piccole porzioni di cibo “adulto”.

Per iniziare a proporre assaggi e assecondare la curiosità del bambino, si deve attendere che il bimbo mostri i segni di essere pronto:

deve aver superato i 6 mesi di età e reggersi seduto da solo: questo indica che ha un sistema muscolare abbastanza sviluppato tale da masticare e deglutire con la giusta forza.

E deve aver perso il riflesso di estrusione, cioè quello di tirare fuori la lingua quando sente uno stimolo labiale, che indica che è pronto a ricevere alimenti diversi dai liquidi (fonte: FAQ di autosvezzamento.it).

Una volta accertate queste condizioni e discusso col proprio pediatra di fiducia, si può lasciare che il bimbo scelga quali alimenti assaggiare dalla tavola dei grandi: i pasti dovranno essere equilibrati e cucinati in maniera salutare, per evitare di appesantire la digestione del piccolo.

Basterà schiacciare o sminuzzare gli alimenti e lasciare che il bambino scopra da solo, con le mani o le sue posate, il piacere di mangiare insieme al resto della famiglia.

Spesso alla pratica di autosvezzare si associano timori su pericoli di soffocamento: se le linee guida vengono seguite, il bambino non corre pericoli, e anzi maturerà ancora prima la capacità di deglutire e di tossire, quando è il caso.

Per evitare soffocamento col cibo ci sono anche molte accortezze da tenere presenti, valide anche per i bambini svezzati con le pappe: il modo di tagliare e proporre verdure e altri alimenti è fondamentale. (Indicazioni utilissime si possono trovare frequentando corsi di disostruzione pediatrica, consigliabili a tutti i genitori e al personale che lavora coi bambini, anche già svezzati).

 

Con la pratica dell’ autosvezzamento tutta la famiglia mangia nello stesso momento e gli stessi alimenti: un’ottima occasione per scegliere cibi e cotture più sane, per evitare acquisti superflui e per vivere più serenamente il momento del pasto. Leggi anche l’articolo sul mangiare sano fin da piccoli: un buon rapporto col cibo e sane abitudini alimentari partono proprio dalla prima infanzia.

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Delia Garzarella

Vive in Abruzzo, ha due bimbi, le piace scrivere, leggere, scoprire novità. Cerca di fare scelte ragionate anche quando risultino inusuali e strambe. Entusiasta quanto basta, riflessiva un bel po', critica un po' troppo. Le piace pensare che il web sia rimasto uno dei luoghi più liberi e sostenibili di tutte le realtà comunicative. Cura un blog personale, Enigmamma, dedicato alla genitorialità.

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