Continuano le nostre interviste al viaggiatore. Oggi tocca al Alberto Cancian, che ha una splendida storia da raccontarci, una storia che parte dal Sudamerica per poi spostarsi nel Sudest asiatico. Ci è piaciuto molto leggere il suo racconto di viaggio. Buona lettura.
Ciao Econote, vi ringrazio per questa intervista, spero di soddisfare tutte le vostre curiosità! Io parto perché me lo sento dentro, fin da piccolo, un’innata sete di conoscenza, curiosità e voglia di scoprire..scritta nel Dna! Per ora faccio un lavoro che mi occupa approssimativamente sei mesi l’anno, quindi in quelli restanti posso partire.
Per fortuna mi hanno sempre supportato! Quando una cosa nasce dal cuore chi ti sta vicino si accorge della sua bontà e quindi è felice per te, perché stai scegliendo ciò che ti fa felice. Certo, emotivamente non è facile, soprattutto per i genitori, avere il proprio figlio lontano per mesi ed in zone del Pianeta non troppo facili.. ma cerco di comportarmi bene e farmi sentire spesso!! 😉
Era un mio compaesano, aveva vissuto 50 anni fra gli ultimi donando tutto se stesso. Per me era un esempio, un mito, una leggenda, quindi ho deciso di andarlo a trovare. Il primo è stato solo un viaggio, poi sono tornato per 14 mesi nel corso di due anni per scrivere la storia dell’Istituto Missionario italiano per il quale lavorava nell’Amazzonia colombiana. Fare volontariato, o dedicarsi agli altri, comporta la felicità.. dico così perché credo che dare sia il modo più bello di ricevere, donare sia il modo più bello di arricchirsi.
La Foresta Amazzonica. Anche quella era un sogno di sempre, più che un sogno un richiamo. Da solo nella foresta, in mezzo alla giungla primordiale, ho provato la vera pace, l’equilibrio più profondo con l’Universo e quindi con me stesso. Mi ha cambiato la vita! Anche la prima volta che ho posato gli occhi sull’Everest l’emozione è stata enorme.. ma lì più che altro perché era il raggiungimento dell’ultimo grande obiettivo del mio viaggio in Asia.
Potrei riprendere quello della foresta.. ero a Leticia, all’estremo sud della Colombia, al confine con Perù e Brasile e sul corso del Rio delle Amazzoni. Una notte ho dormito da solo in mezzo alla giungla, su di una capanna costruita su un albero a 12 metri di altezza. Pensavo di avere paura ed invece è stato tutto il contrario, ho pianto di gioia quasi tutta la notte per quello che stavo vivendo, sono emozioni che rimangono scritte nel cuore, io poi me lo sono scritto anche sulla pelle.
Vi faccio un esempio su tutti.. la quantità di acqua sul Pianeta “decresce” continuamente. Purtroppo nei miei viaggi mi sono accorto che i fiumi in Amazzonia, il bacino idrico fluviale più ricco sulla Terra, si stanno seccando. Così i ghiacciai sull’Himalaya sono sempre più affievoliti, così le nevi sulle cime più alte del Pianeta. Il problema è adesso, la decrescita della qualità del Pianeta corrisponde alla crescita del benessere economico di alcuni.. ma quando non avremo più acqua da bere potremmo bere banconote?
In Amazzonia è profondissimo, anche se purtroppo ci sono molte zone a rischio e poca consapevolezza. Così è anche per il sud est asiatico, per non parlare dell’India. Mi ha stupito l’inquinamento di Kathmandu. Credo che in pochi si rendano veramente conto dei rischi che stiamo correndo, per fortuna se ne parla sempre di più, anche nel sistema scolastico, speriamo che sempre più persone si possano rendere conto che non siamo umani sulla Terra, siamo parte di essa, siamo tutt’uno, muore una parte di lei, moriamo anche noi.
All’Università ho studiato Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, per fortuna per cinque anni mi sono potuto formare sulla sostenibilità del turismo. Prima di tutto cerco di essere sempre viaggiatore e mai turista, cerco di andare in profondità nei luoghi, nelle culture, nelle emozioni degli angoli del mondo che ho la fortuna di visitare. E per quanto posso aiuto chi incontro, anche una volta tornato a casa, dando visibilità ai problemi che incontro, cerco di essere sostenibile nel senso che provo a sostenere.
A livello di rispetto dell’ambiente, e quindi di me stesso, vi faccio solo un piccolo esempio che vale per tutti gli altri: cerco di non sprecare mai nemmeno un pezzetto di carta igienica. Credo sia un’immagine che ne spiega anche molte altre che non serve scrivere.
Chi lo sa, di sicuro continuerò a fare ciò che mi dice il cuore. Per ora oltre al lavoro sto presentando il mio ultimo viaggio in Asia, il mio modo di viaggiare e di vivere, in molti mi stanno contattato, varie date sono già pianificate e sono disponibile ad organizzarne delle altre, magari a alcuni dei lettori di quest’articolo era già venuta l’idea, eventualmente può contattarmi tranquillamente attraverso la mia pagina facebook: https://www.facebook.com/albertocancianpage/.
L’altro grande progetto, che spero di iniziare a breve, è la stesura del mio terzo libro, racconterà il mio viaggio fra Sud America ed Asia alla ricerca della felicità e svelerà qualche piccolo segreto su come e dove trovarla!
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