Clima

Mobilità sostenibile: “qualcosa si muove” nella giusta direzione

È di pochi giorni fa la notizia della pubblicazione di uno studio del Climate Action Tracker che stabilisce che entro il 2035 la maggioranza di auto in circolazione dovrà essere a emissioni zero per riuscire a rispettare l’obbiettivo di contenere il surriscaldamento globale entro la soglia di 1,5 °C. Stimando la durata media di un auto a 15 anni Il CAT fissa al 2035 la vendita dell’ultima auto a benzina o diesel, in modo da vedere la fine della circolazione di mezzi a combustibile fossile entro il 2050.

L’Olanda potrebbe essere tra i primi Paesi a muoversi per rispettare l’out-out del CAT. Il prossimo 13 ottobre passeranno al voto del governo una serie di provvedimenti anti inquinamento, tra cui quello di bandire auto a benzina e diesel entro il 2025. Già attualmente il governo sta promuovendo forti incentivi per l’acquisto di auto elettriche, questa politica potrebbe essere accompagnata negli anni a venire da tassazioni e limitazioni alla circolazione dei veicoli non a emissioni zero.

Anche a Londra dal 2020 sarà estremamente sconveniente circolare con auto a diesel al di sotto di Euro 6, ogni ingresso nell’area C potrebbe costare ben 21,50 sterline da aggiungersi all’attuale tassa di 11,50 sterline.

Parigi non resta indietro, il sindaco Hidalgo pronostica il blocco delle auto diesel entro il 2020, accompagnato da incentivi per l’acquisto di mezzi elettrici sia per uso privato sia per i servizi di car sharing.

Dalla Francia potrebbero arrivare buone notizie anche dalla casa automobilistica Renault. Non è ancora una notizia confermata ma pare che l’azienda francese sia intenzionata a rimuovere la motorizzazione a gasolio dai propri modelli di segmento B e a ridurre drasticamente le versioni per il segmento C entro i prossimi 4 anni.

Certo resta da tenere in considerazione che perché questi sforzi siano validi le automobili elettriche dovranno essere alimentate da energia che sia prodotta da fonti realmente sostenibili e rinnovabili, ma i segnali positivi di un cambiamento possibile ci sono e finalmente possono dirsi incoraggianti.

Giulia Gaido

Designer, specializzata in Ecodesign al Politecnico di Torino. Crede nel progettare “dal cucchiaio alla città”, meglio quando il cucchiaio è compostabile e le città sono molto verdi. Si interessa di cambiamenti climatici ed è fissata con la resilienza. Attualmente fa la grafica. Sogna un mondo più sostenibile e umani migliori. Ama viaggiare, fotografare, fare (e disfare) lavori a maglia e godersi le “sue” montagne.

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