Barrels with radioactive material is ready to be transported at the former nuclear power plant in Lingen, Germany, 18 October 2016. The dismantling of the nuclear power plant that was used from 1968 to 1977 started in September 2016. Photo by: Friso Gentsch/picture-alliance/dpa/AP Images
Con il referendum del 21 maggio il 58,2% dei cittadini svizzeri ha scelto di rinunciare al nucleare nel prossimo futuro.
In realtà la proposta di revisione della legge sull’energia è molto più ampia ed articolata, oltre alla dismissione delle centrali atomiche entro i prossimi 20, 30 anni e il divieto di costruirne di nuove, lo stato adotterà una serie di misure ed investimenti strutturali volti ad aumentare la produzione di energia derivante da fonti rinnovabili e ad una diminuzione di del consumo procapite. una vera e propria decrescita.
Oggi il nucleare copre il 35% della produzione di energia nel paese, il restante 60% deriva da fonti rinno
Entro i prossimi trent’anni quindi, tempo in cui le centrali nucleari saranno definitivamente chiuse perchè saranno venuti a mancare i requisiti di sicurezza necessari, dovranno essere completate delle infrastrutture tali da compensare da diminuzione della produzione di energia.
In particolare verrà incrementato l’utilizzo delle fonti rinnovabili ancora poco sfruttate in Svizzera, come l’eolico, il geotermico, il fotovoltaico e le biomasse. In più il consumo procapite di energia dovrà diminuire grazie soprattutto all’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia.
I fondi per realizzare tali investimenti saranno reperiti in parte con una tassa sui combustibili fossili, in parte con un aumento di 40 franchi l’anno sulla bolletta energetica dei consumatori.
Gli oppositori di questa grande riforma energetica hanno battuto proprio sull’aumento della spesa
energetica, questo argomento però non ha convinto i cittadini svizzeri che hanno riflettuto in modo etico premiando un programma ardito e che sembra essere davvero lungimirante.
In conclusione possiamo credere che l’incidente di Fukushima si qualche anno fa abbia influen
zato il voto ma gli analisti ritengono che la coscienza anti nucleare stia avanzando in tutta Europa e stia indirizzando le scelt dei governi.
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