I limuli, comunemente chiamati granchi reali o granchi a ferro di cavallo, appartengono al phylum degli artropodi e malgrado l’appellativo “granchi” sono imparentati maggiormente con gli aracnidi (ragni e scorpioni).
Sono considerati fossili viventi in quanto le quattro specie moderne sono le rappresentanti attuali di antichi gruppi biologici, di cui hanno conservato quasi interamente nel tempo le caratteristiche anatomiche.
Qundi il loro arcaico aspetto è quasi in tutto simile a quello dei loro antenati estinti.
Sono sopravvissuti nel corso delle ere agli sconvolgimenti climatici e geologici ed a cinque grandi estinzioni di massa. Il motivo? si adattano facilmente e si nutrono di organismi semplici come molluschi bivalvi, vermi anellidi e alghe che trovano sotto la sabbia dei fondali dove vivono.
Il loro sangue è incolore ma a contatto con l’aria assume una colorazione azzurra tendente al blu.
Contiene una sostanza detta coagulogel che possiede la capacità di riconoscere i batteri e imprigionarli senza ucciderli. Per questo motivo viene utilizzato nei test dalle industrie farmaceutiche.
Molte persone credono erroneamente che questo sia il motivo principale per cui essi siano a rischio di estinzione. E’ certo che lo sfruttamento dei limuli sia un processo stressante per gli animali ma l’ottanta per cento di essi sopravvive al prelievo.
In realtà la spiegazione è molto più semplice e banale: l’inquinamento del loro abitat dovuto all’industrializzazione e l’eccessivo sfuttamento per la pesca (ogni anno 1600 tonnellate di limuli vengono pescati poco dopo la schiusa delle uova per farne esche per la pesca alle anguille e mangime per acquacoltura) hanno portato nel giro di 15 anni alla diminuzione di questi animali, alcune colonie anche del novanta per cento.
La speranza viene da un’esperimento tutt’ora in corso in Cina, in cui si stanno allevando i limuli nel periodo più pericoloso della loro vita, i primi cinque anni, in cui compiono numerose mute per cambiare il carapace e crescere.
Le condizioni ricreate in laboratorio sono talmente favorevoli che il loro accrescimento è accelerato di cinque volte rispetto agli esemplari in natura.
Quando è il momento poi gli esemplari vengono liberati sulle spiagge dagli studenti un po come quando si assiste alla nascita delle tartarughe marine. L’esito dell’esperimento sarà verificabile solo tra diversi anni, ma si spera che il numero di esemplari nelle colonie riprenda a crescere.
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