Torniamo dopo un po’ di tempo a intervistare viaggiatori che, per un motivo o per un altro, hanno compiuto imprese “memorabili”. Viaggi low cost, a contatto con la natura, di molti mesi. Persone che hanno mollato tutto per un anno e si sono riappropriate dei propri tempi e propri spazi. E con questo spirito che mi sono imbattuto nella storia di Matteo Azzani e Samantha Rossi. Entrambi della provincia di Modena, hanno deciso di fare il giro del mondo, si sono licenziati e sono partiti per il viaggio della vita.
Principalmente un desiderio irrefrenabile di fare il giro completo del mondo, sogno che avevamo nel cassetto da tantissimi anni.
Sì, entrambi ci siamo licenziati da lavori a tempo indeterminato che avevamo da 7 e 10 anni.
Tutto molto tranquillamente, senza troppi scossoni, anzi…siamo stati appoggiati moralmente al 100% da tutti.
Avevamo in mente solo la direzione, siamo andati verso Oriente poi abbiamo viaggiato un po’ alla giornata, senza programmi particolari. E’ il bello di non dover dipendere dagli aerei. Volevamo sicuramente toccare ogni continente e così è stato.
“Deluso” forse è una parola grossa…certo che molti luoghi bellissimi oramai sono stati totalmente stravolti in nome del turismo di massa che pretende di dare al turista occidentale quello che lui si aspetta e pretende. Ne nascono dei “circhi” che secondo il nostro spirito hanno perso totalmente di fascino. Bali e molte zone della Thailandia ormai sono totalmente rovinate…peccato! Per lo stesso ragionamento siamo stati folgorati da Paesi come Paraguay, molte parti dell’Indonesia, Vanuatu, Samoa, Colombia… ancora fortunatamente al di fuori dei circuiti turistici classici.
Alla fine siamo riusciti a rispettare il budget: 45 euro al giorno, in due tutto, ma proprio tutto, incluso. Un anno e mezzo in due ci è costato come un’auto di media cilindrata. Un fumatore medio in otto anni si “fuma” tutti quei soldi in sigarette.
I paesaggi naturali più incredibili li abbiamo trovati sicuramente in Sudamerica (Uyuni, Patagonia, Amazzonia…) e negli Stati Uniti Occidentali.
Certamente è impossibile viaggiare a impatto zero, ma il nostro modo di viaggiare non poteva essere più sostenibile di così. E soprattutto sappiamo che ogni centesimo speso non è stato messo in tasca da multinazionali, compagnie aeree o tour operator occidentali ma da persone che vivono di poco.
Camminare e viaggiare in autostop. Poi cercare nel nostro piccolo di riportare esperienze dirette vissute, come per esempio la devastazione delle foreste di Sumatra a causa delle coltivazioni di palme da olio (dove ai lavoratori locali naturalmente non restano che le briciole).
Abbiamo sempre viaggiato tantissimo, anche prima di questo giro del mondo, quindi sì certamente continueremo a farlo. E’ una dipendenza dalla quale è difficile uscire. Appena rientrati abbiamo ricominciato a lavorare, accontentandoci. Poi abbiamo pubblicato un libro sulla nostra avventura che ci sta dando molte soddisfazioni! Si chiama “Facciamo un giro?” ed è un’autopubblicazione, nessuna casa editrice alle spalle, è una cosa totalmente nostra. Se interessa contattateci sulla pagine FB “Facciamo un giro”
Valorizzare la tradizione gastronomica e i prodotti del territorio flegreo attraverso la cucina. Con questo…
Nel cuore dell’Alto Casertano, dove la natura sfida l’isolamento delle aree interne, il cinema si…
C’è un’idea di bellezza che non passa per il consumo rapido, ma per il ritmo…
In uscita per Edizioni Clichy il 22 aprile un albo illustrato che cattura la magia…
Napoli, 12 aprile 2026 – Un traguardo importante quello raggiunto dalla redazione di Cultura a Colori, giornale nazionale…
Esce oggi IL CIELO È NERO LA TERRA BLU di Rossella Sorbara, romanzo Secondo classificato…