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Intervista al Viaggiatore: Matteo Azzani e Samantha Rossi

Torniamo dopo un po’ di tempo a intervistare viaggiatori che, per un motivo o per un altro, hanno compiuto imprese “memorabili”. Viaggi low cost, a contatto con la natura, di molti mesi. Persone che hanno mollato tutto per un anno e si sono riappropriate dei propri tempi e propri spazi. E con questo spirito che mi sono imbattuto nella storia di Matteo Azzani e Samantha Rossi. Entrambi della provincia di Modena, hanno deciso di fare il giro del mondo, si sono licenziati e sono partiti per il viaggio della vita.

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Cosa vi ha spinto a intraprendere i vostri viaggi?

Principalmente un desiderio irrefrenabile di fare il giro completo del mondo, sogno che avevamo nel cassetto da tantissimi anni.

Avete lasciato un lavoro stabile per poi partire?

Sì, entrambi ci siamo licenziati da lavori a tempo indeterminato che avevamo da 7 e 10 anni.

Come hanno preso le vostre scelte amici e parenti?

Tutto molto tranquillamente, senza troppi scossoni, anzi…siamo stati appoggiati moralmente al 100% da tutti.

Come avete scelto le varie tappe del vostro viaggio?

Avevamo in mente solo la direzione, siamo andati verso Oriente poi abbiamo viaggiato un po’ alla giornata, senza programmi particolari. E’ il bello di non dover dipendere dagli aerei. Volevamo sicuramente toccare ogni continente e così è stato.

Un posto che vi ha deluso e un posto che vi ha sorpreso?

“Deluso” forse è una parola grossa…certo che molti luoghi bellissimi oramai sono stati totalmente stravolti in nome del turismo di massa che pretende di dare al turista occidentale quello che lui si aspetta e pretende. Ne nascono dei “circhi” che secondo il nostro spirito hanno perso totalmente di fascino. Bali e molte zone della Thailandia ormai sono totalmente rovinate…peccato! Per lo stesso ragionamento siamo stati folgorati da Paesi come Paraguay, molte parti dell’Indonesia, Vanuatu, Samoa, Colombia… ancora fortunatamente al di fuori dei circuiti turistici classici.

40.2

Ho letto che volevate spendere più o meno 40-45 euro al giorno. Siete riusciti a stare nel budget?

Alla fine siamo riusciti a rispettare il budget: 45 euro al giorno, in due tutto, ma proprio tutto, incluso. Un anno e mezzo in due ci è costato come un’auto di media cilindrata. Un fumatore medio in otto anni si “fuma” tutti quei soldi in sigarette.

Su econote parliamo spesso di natura. Parliamo di quella che avete visto, quale paese è stato “naturalisticamente” più bello?

I paesaggi naturali più incredibili li abbiamo trovati sicuramente in Sudamerica (Uyuni, Patagonia, Amazzonia…) e negli Stati Uniti Occidentali.

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Su Econote parliamo spesso di decrescita e sostenibilità. Vi considerati viaggiatori sostenibili?

Certamente è impossibile viaggiare a impatto zero, ma il nostro modo di viaggiare non poteva essere più sostenibile di così. E soprattutto sappiamo che ogni centesimo speso non è stato messo in tasca da multinazionali, compagnie aeree o tour operator occidentali ma da persone che vivono di poco.

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Quali sono le piccole e le grandi scelte che fate per rispettare l’ambiente?

Camminare e viaggiare in autostop. Poi cercare nel nostro piccolo di riportare esperienze dirette vissute, come per esempio la devastazione delle foreste di Sumatra a causa delle coltivazioni di palme da olio (dove ai lavoratori locali naturalmente non restano che le briciole).

Continuerete a viaggiare anche in futuro? che progetti avete nel breve medio periodo?

Abbiamo sempre viaggiato tantissimo, anche prima di questo giro del mondo, quindi sì certamente continueremo a farlo. E’ una dipendenza dalla quale è difficile uscire. Appena rientrati abbiamo ricominciato a lavorare, accontentandoci. Poi abbiamo pubblicato un libro sulla nostra avventura che ci sta dando molte soddisfazioni! Si chiama “Facciamo un giro?” ed è un’autopubblicazione, nessuna casa editrice alle spalle, è una cosa totalmente nostra. Se interessa contattateci sulla pagine FB “Facciamo un giro


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