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La pulizia della Senna in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024 è stata un’impresa ingegneristica e ambientale di notevole portata. Se n’è parlato tanto, nelle ultime settimane, perché nonostante i tanti sforzi del Governo e dell’organizzazione delle Olimpiadi, il fiume è sembrato molto sporco, e molte sono state le polemiche e gli atleti che hanno lamentato difficoltà a nuotare in un fiume molto inquinato, nonché malattie e infezioni successive alle gare.
Le principali azioni intraprese sono state:
I risultati di questi interventi sono stati notevoli, in un primo momento: poco prima dell’inizio delle Olimpiadi, le autorità hanno dichiarato che le acque della Senna erano balneabili, un risultato storico che ha richiesto anni di lavoro e investimenti ingenti.
È importante sottolineare che la ripulizia della Senna è un processo continuo: anche dopo le Olimpiadi, sarà necessario mantenere gli sforzi per preservare la qualità delle acque del fiume.
Si stima che siano stati investiti circa 1,4 miliardi di euro per raggiungere questo obiettivo ma in molti hanno sottolineato che la ripulizia della Senna è stata una soluzione temporanea, legata all’evento olimpico, e che i problemi di inquinamento del fiume non sono stati risolti alla radice.
La ripulizia della Senna per le Olimpiadi di Parigi 2024 è stata un’impresa ambiziosa e ha portato a notevoli miglioramenti nella qualità dell’acqua. Tuttavia, la situazione non è stabile e può variare significativamente in base a diversi fattori, infatti in queste settimane le gare che hanno visto competere gli atleti che lo hanno dimostrato.
Perché la Senna potrebbe essere ancora considerata inquinata?
Quali rischi corrono gli atleti?
Nuotare in acque inquinate può esporre gli atleti a diversi rischi per la salute, tra cui:
La pulizia della Senna è un processo complesso e continuo. Anche se sono stati fatti grandi progressi, al momento pare che i risultati sperati non siano stati ottenuti. Durante le Olimpiadi di Parigi 2024, si sono verificati diversi casi di atleti che hanno accusato malori e infezioni dopo aver gareggiato nelle acque della Senna. Principalmente si sono registrati casi di infezioni gastrointestinali, con alcuni atleti che sono stati ricoverati in ospedale. Tra queste Claire Michel, triatleta belga che era stata ricoverata dopo la gara di triathlon femminile. All’inizio si era pensato che avesse contratto l’escherichia coli. Ma la stessa belga è intervenuta con un post su Instagram: “Gli esami hanno dimostrato che avevo contratto un virus, ma non l’E.Coli. Dopo tre giorni di vomito e diarrea che mi hanno svuotato, ho avuto bisogno di cure mediche domenica al Policlinico del Villaggio Olimpico”.
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