Ci sono libri che ci insegnano qualcosa di nuovo sul mondo, e altri che ci aiutano a vedere con occhi diversi ciò che ci circonda ogni giorno. Leggere gli alberi di Tristan Gooley, edito da Iperborea, appartiene a entrambe le categorie.
Il sottotitolo, “Una guida per capirli, dalle radici alle foglie”, racchiude perfettamente l’intento dell’autore: accompagnarci in un percorso di osservazione, comprensione e meraviglia verso gli alberi e, attraverso di essi, verso noi stessi.
Tristan Gooley, già conosciuto per altri libri dedicati alla lettura dei segni della natura, è un osservatore esperto e appassionato.
In questo volume ci invita a “leggere” gli alberi come se fossero libri aperti, ricchi di indizi e storie silenziose. Ogni radice, tronco e foglia racconta qualcosa di più profondo del semplice aspetto botanico: parla di adattamento, resistenza e vita.
Ammetto di essermi avvicinata a questo libro con un po’ di scetticismo.
Temevo che fosse una lettura troppo tecnica, densa di termini difficili e concetti lontani dalla quotidianità.
Invece, mi sono trovata davanti a un testo chiaro, coinvolgente e ricco di illustrazioni nitide, che rendono accessibili anche i concetti più complessi.
È stato affascinante, ad esempio, scoprire finalmente la differenza tra conifere e latifoglie, ma anche comprendere come gli alberi si comportano a seconda dello spazio che li circonda: quando crescono stretti l’uno all’altro o quando si sviluppano liberi in un campo aperto.
Ciò che più mi ha colpito è stata la resilienza che traspare da ogni pagina.
Gooley racconta con precisione e poesia come gli alberi reagiscono alle difficoltà: rami spezzati, terreno povero, vento, parassiti o ostacoli fisici.
Nonostante tutto, continuano a crescere.
Trovano nuove vie, si adattano, inglobano ciò che li ostacola e trasformano la fatica in forza.
È impossibile non vedere in questa capacità una metafora potente della vita umana.
Il capitolo che più mi ha emozionata è il capitolo 7, dedicato al tronco.
Gooley lo descrive come una parte viva, reattiva, capace di rispondere agli eventi esterni e interni all’albero stesso.
Riporto un brano che rappresenta perfettamente lo spirito del libro:
“In mezzo c’è un giardino all’italiana ben curato, cinto da una spessa inferriata nera. Sapendo che il verde mi avrebbe calmato, avrei voluto entrarci ma il cancello era chiuso. […] Notai che anche gli alberi provavano qualcosa di simile: la base di un filare di platani si era gonfiata al punto da inglobare la base della ringhiera. Mentre l’albero cresce, il tronco si allarga e se incontra un ostacolo duro come un masso o una ringhiera produce altro legno, formando un “cuscinetto”. […] Col tempo ci rendiamo conto che i momenti che cambiano la vita arrivano quando meno ce li aspettiamo.”
Un passaggio che non parla solo di alberi, ma di resilienza emotiva e della nostra capacità di adattarci alle difficoltà, proprio come fanno loro, creando “cuscinetti” interiori per proteggerci.
Questo libro non è un romanzo, eppure racconta moltissimo.
È una guida che educa lo sguardo, che ci invita a rallentare e a osservare con maggiore attenzione ciò che abbiamo intorno.
Dopo averlo letto, è impossibile passeggiare in un parco o in un bosco senza notare dettagli prima invisibili:
un ramo piegato dal vento, un tronco che ingloba una pietra, un intreccio di radici che parla di forza e adattamento.
Leggere gli alberi è un libro che ci insegna a guardare la natura per capire noi stessi.
Tristan Gooley ci ricorda che ogni segno della vita degli alberi – una crepa, un nodo, una cicatrice – è la testimonianza di un percorso, proprio come lo sono le nostre esperienze.
Una lettura consigliata non solo agli amanti della botanica, ma a chiunque senta il bisogno di rallentare, osservare e ritrovare sé stesso nella natura.
Scheda libro
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