Libri e ebook

L’apocalisse del quotidiano: Il grande buio di Enrico Macioci

Molto intrigante questa raccolta di racconti di Enrico Macioci, dal titolo Il grande buio. È pubblicata da Neo edizioni e già dalla copertina attrae in modo magnetico. C’è mistero, horror, tensione in questi racconti. Qualcosa di oscuro, inafferrabile eppure tremendamente familiare. Dieci storie, ognuna delle quali cerca di spiegare, agguantare, le possibili forme del perturbante, provando a raccontarne gli improvvisi svelamenti. Una riunione di condominio diventa spunto per raccontare una violenta e splatter fine del mondo; una coppia di ospiti convive con un odore nauseabondo mentre il padrone di casa che li ospita è partito, zaino in spallo, per mettersi alla ricerca della propria compagna; un uomo, Michele, è svegliato nel bel mezzo di una notte estiva, mentre in strada qualcuno sta giocando a tennis, in modo “imperterrito e regolare: pòc, pòc, pòc, pòc”.

Scomodando nomi per me impegnativi e importanti, io ho visto nelle pieghe di questi racconti alcune cose del miglior Tiziano Sclavi. Rielaborato in modo molto personale, con uno stile di scrittura davvero convincente.

I dieci racconti spaziano per le tematiche e le ambientazioni, ma sono tutti legati da un sottile filo, rappresentato dalla fragilità degli uomini di fronte al grande, imperturbabile buio. Un buio che travolge e sconvolge, e trova varie forme e sfoghi, rappresenta l’ignoto, ma alle volte anche il semplice quotidiano, fatto di routine, paura, silenzio, angoscia, talvolta morte.

Tutti i racconti sono equilibrati e le parole dosate, nette, profonde. Il primo – Riunione di Condominio – e l’ultimo – La fine del mondo – raccontano di un’umanità distrutta, annientata, di un mondo alla deriva, attraverso brevi flash, tra eros e morte, in una scrittura che quasi si trasforma in inquadrature cinematografiche. Nei racconti in mezzo troviamo episodi oscuri e surreali – Puzza, Il redentore della costa d’Avorio – altri cupi, disturbanti, angoscianti. Tutti risultano molto stranianti nell’evoluzione dei personaggi e delle storie, ma allo stesso tempo molto semplici, banali, lineari. Si percepisce, in qualche modo, la banalità della follia nelle piccole e grandi storie che ci sfiorano nel quotidiano. In alcuni racconti, poi, è protagonista un ispettore di polizia, Pietro Gobbi, che ci viene presentato – neanche più di tanto, è quasi catapultato – nel terzo racconto della storia, Il caso di Lara, e poi torna anche in quello che dà il nome alla raccolta e in Estate Indiana.

Macioci ha una scrittura “visiva”, con numerosi passaggi molto intensi, descrizioni precise, nella sua creazione di mondi solo apparentemente normali, che in realtà nascondono sempre qualcosa di oscuro, di enigmatico, di inquietante. Di questi mondi, di questa realtà, i protagonisti delle storie sono semplici osservatori in balia degli eventi, come il malinconico ispettore Gobbi, o come Michele, il personaggio maschile del breve racconto Si scrive a piedi nudi, a metà tra l’erotico e il siparietto di un Woody Allen versione dark.

Il risultato complessivo al termine della lettura di questa raccolta è quella di una prova matura, originale, coesa, che personalmente ho apprezzato di più nelle forme brevi o brevissime, che negli episodi più lunghi e articolati. Non ci sono però, in generale, cadute di stile e tutti i 10 racconti sono – per un motivo o per un altro – memorabili, frammenti di perturbante che vanno a formare una galleria di personaggi oscuri, episodi bui e piccole follie quotidiane.

Enrico Macioci è nato a L’Aquila nel 1975. Laureato in Giurisprudenza, poi in Lettere moderne con una tesi su Cuore di tenebra di Joseph Conrad. Da semplice lettore, è diventato un grande conoscitore di Stephen King e della sua produzione letteraria. Dopo la raccolta di racconti Terremoto (Terre di mezzo, 2010), ha pubblicato i romanzi La dissoluzione familiare (Indiana, 2012), Breve storia del talento (Mondadori, 2015) rivisto e ripubblicato in una nuova edizione col titolo L’estate breve (TerraRossa, 2024), Lettera d’amore allo yeti (Mondadori, 2017), Tommaso e l’algebra del destino (Sem, 2020), Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (TerraRossa, 2022).
Il grande buio segna il suo felice ritorno ai racconti.

Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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