dal 27 marzo in libreria
Karaki mostra come i media, le istituzioni condizionino le nostre scelte su ciò che merita empatia. L’empatia è una costruzione politica.
Le Monde
Che cosa ci spinge a riconoscere, capire e condividere le emozioni dell’altro, a provare empatia? Perché ricordiamo bene l’incendio di Notre-Dame, e poco gli aacchi in Sri Lanka che negli stessi giorni hanno causato 300 vittime? Perché nel processo Amber Heard-Johnny Depp i social hanno vinto sui fatti? Come mai le guerre a Gaza o in Siria non riescono a suscitare un’empatia duratura?
Le neuroscienze e la sociologia smontano l’idea di empatia come qualità umana universale, ponte affettivo tra soggetti, culture o società, mettendone in luce il carattere selettivo che ci porta a riservare il nostro potenziale di identificazione e di altruismo a ciò che sentiamo più familiare.
Con rigore e analisi stimolanti, Samah Karaki dimostra come le nostre scelte, personali e collettive, siano dettate anche da emozioni plasmate dalle strutture culturali, storiche, politiche e dai media, mettendoci in guardia dalla mercificazione dell’empatia: alle sofferenze e alle ingiustizie non servono risposte individuali ed emotive, ma azioni politiche e sociali.
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