Oggi a Milano c’era un bel sole, alto e caldo. Sebbene la temperatura non fosse molto alta, era la mattinata ideale per fare una passeggiata. Ma soprattutto, era la giornata ideale per tornare sul fiume Lambro, e osservare come, a distanza di dieci giorni, il fiume avesse reagito all’emergenza.
A differenza del 23 febbraio, quando lo sversamento doloso di 600mila litri di gasolio e petrolio dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta aveva devastato le acque con enormi e gravissimi danni ambientali, oggi il parco Lambro e il fiume che lo attraversa sembravano essere tornati a una seppur precaria normalità.
Il petrolio è ormai lontano. Ha attraversato città, arrivando fino al Po. Ma sugli alberi continua a esserci l’avvertimento: PERICOLO ACQUA CONTAMINATA. Si sconsiglia l’impiego dell’acqua del fiume e ovviamente la pesca e l’uso alimentare del pescato. Il disastro ambientale è ormai compiuto, nonostante il depuratore di Monza abbia evitato un disastro ancora peggiore trattenendo circa il 70% di petrolio.
Ma lo scenario del parco Lambro sembra essere tornato alla normalità: i ragazzi fanno jogging, le coppie si baciano sulle panchine, le famiglie si divertono e gli anziani, con tranquillità, passeggiano nei pressi degli argini. Ci sono anche tantissimi uccelli, anatre e germani. Volano, si inseguono, si posano sull’acqua: fanno una pausa, qualche anatra zampetta fuori dal fiume per toccare la terraferma. E’ un attimo, e subito torna a bagnarsi.
Ad una prima occhiata, l’acqua del fiume Lambro non sembra mostrare più segni evidenti del petrolio. Ma è ovvio che, a una analisi approfondita, sia ancora contaminata. In più, ci sono alcune zone in cui l’acqua ristagna, creando pozze più o meno grandi in cui si può ancora notare la presenza di macchie dense, come una patina pericolosa e immobile. In un’altra zona, delimitata, inquietanti chiazze bianche a pelo d’acqua, che non sono riuscito a spiegarmi. Non ci sono odori particolari, anzi: per fortuna la natura è forte, i tanti alberi del parco Lambro rendono l’aria della zona particolarmente godibile, soprattutto per chi è abituato allo smog della città.
Passeggiare lungo i bordi del fiume è rilassante. Affacciarsi da uno dei ponticelli per osservare il fluire delle acque dà modo di riflettere, a pieno, sull’ennesimo attentato subito dal fiume, che è già di per sé uno dei più inquinati d’Italia. Lo sconforto è grande. Una coppia di anziani davanti a me, mano nella mano, passeggia rilassata. La donna si allontana dal marito, per raggiungere un albero ai bordi del fiume: lo abbraccia, con tenerezza e splendida spontaneità. E’ forse il suo modo per stare vicina alla natura, agli alberi della sua terra. E’ una scena bellissima, carica di speranza. Una di quelle scene che ti riempiono il cuore e, nonostante tutto quello che è accaduto, riescono a farti capire che un mondo migliore è possibile.
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