Questi scorci sono ovviamente solo la punta dell’iceberg. Oggi altri due tasselli sono stati aggiunti al mosaico delle collezioni genomiche: la Fragola Selvatica (Fragaria Vesca) ed una varietà di cacao pregiata (Theobroma cacao).
Della prima si è scoperto che la lunghezza del genoma è molto piccola, rispetto a quella delle fragole ottenute tramite metodi convenzionali di selezione ed incrocio (che hanno accumulato sequenze, aumentando la complessità ma senza risultati nella resa). Grazie a questa sua semplicità sono stati individuati importanti geni coinvolti nella resistenza contro i patogeni come il fungo Verticillium dahliae.
Per quanto riguarda invece la varietà di cioccolata analizzata, sono stati individuati geni, oltre a quelli coinvolti nelle difese della pianta, anche responsabili della produzione di sostanze importanti come flavonoidi (antiossidanti) e terpenoidi (precursori degli steroidi).
La conoscenza di questi geni apre la possibilità di poter incrementare le rese quantitative e qualitative di queste coltivazioni, tramite la selezione specifica delle specie portatrici di tali caratteri. Non solo. Ricorrendo alle tecnologie ricombinanti si potrebbero generare qualità di piante diverse che, esprimendo tali geni, migliorerebbero l’efficienza dei raccolti, ridurrebbero l’utilizzo di pesticidi e diminuirebbero i prezzi del prodotto finale.
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