Si torna a parlare del fiume Lambro, come già capitato 3 anni fa dopo la serie di sversamenti industriali tossici (600mila litri di gasolio e petrolio dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta).
Questa volta la notizia la riporta il Corriere della Sera, che con un articolo a firma Armando Stella parla del Bed and breakfast Cascina Gobba e ci informa di come “L’edificio di via Padova 389 non è allacciato alla fogna. Raccoglie le acque nere dagli alloggi dei turisti, le spinge nel sottosuolo e le vomita nel fiume.”
La concessione per l’apertura del B&B era stata rilasciata senza che però ci fosse l’allacciamento alle fogne, si apprende leggendo il pezzo del cronista. Pazzesco. E mentre ci si rimpallano le responsabilità, ci si incolpa a vicenda – la gestione del residence, la Mm che gestisce il servizio idrico – e si cercano lentamente soluzioni, il B&B continua ad essere aperto e a sversare nel Lambro i liquami di coloro che vi soggiornano.
Rinviamo alla lettura del pezzo sul Corriere per i dettagli tecnici, mentre qui sottolineamo l’ennesimo colpo a questo fiume già abbastanza devastato negli ultimi anni. Un fiume avvelenato, ma come si vede dalle foto del reportage del 2010 nel Parco Lambro, in grado di rinascere e combattere gli scempi delle persone senza scrupoli.
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