Dopo l’intervista a un vegetariano, cerchiamo di capire i motivi e i risvolti sulla vita quotidiana di chi ha fatto una scelta per certi versi ancora più radicale: perché si diventa vegani?
Frutta, verdura (qui il calendadio della stagionalità), legumi, cereali, sostituiti vegetali del latte e della carne, e tanto altro. Al contrario di quanto si creda c’è l’imbarazzo della scelta dei prodotti e tutto sommato non cambiano di molto i piatti vegani da quelli tradizionali. Si possono preparare senza difficoltà menù completi molto sostanziosi, gustosi e profumati.
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Da una filosofia di vita che ho sviluppato un po’ alla volta negli anni informandomi a 360 gradi su tematiche riguardanti l’ambiente, gli animali e la salute. Preso coscienza di tutte queste informazioni, ho maturato la convinzione che il cambiamento per un mondo migliore dovesse partire dal basso e che ognuno di noi dovesse fare la propria parte. Ho deciso allora, da un giorno all’altro, di stravolgere le mie abitudini e di seguire una dieta vegetariana per poi passare gradualmente negli anni a quella vegana. E’ stato un processo del tutto spontaneo in quanto avvertivo in me il desiderio di cambiare, il che ha reso tutto molto semplice. E’ un po’ come smettere di fumare: se lo si vuole davvero, si può fare e subito.
Sto seguendo questo percorso da solo, in maniera autonoma e solo indirettamente ho coinvolto famigliari, fidanzata e amici che si sono dovuti in qualche modo adattare alle mie abitudini.
Non mi facevo mancare nulla, mangiavo di tutto. Latte tutti i giorni, adoravo il fegato ed i crostacei, una volta in Francia ho anche assaggiato con gran soddisfazione il foie gras, ma ignoravo come si producesse e non avevo ancora sviluppato una vera sensibilità nei confronti degli animali.
Faccio molta più attenzione durante gli acquisti, leggo sempre gli ingredienti e le etichette (qui uno stile di vita sostenibile è fatto di tempo e scelte). Inoltre grazie a questa scelta ho scoperto un mondo parallelo di prodotti e alimenti che non conoscevo, o semplicemente ignoravo. E pensare che fino a qualche hanno fa disprezzavo frutta e verdura!
Una delle pochissime note negative sono i ristoranti, spesso è difficile trovare piatti vegani che non siano la solita insalata e devo farmi preparare piatti “su misura”.
Frutta e verdura non mancano mai, poi latte vegetale per i miei frullati, seitan, pasta e riso integrali, spezie, yogurt di soia, sciroppo d’acero al posto dello zucchero, pane integrale fresco fatto con pasta madre, ecc.
Non mi manca affatto la carne, né il pesce, anche se il loro profumo non mi infastidisce, ma non cederei a nessuna tentazione! I dolci, invece, un po’ mi mancano, però, grazie al cielo, esistono alternative vegane altrettanto golose.
Fino a qualche tempo fa non riuscivo a resistere ai tiramisù di mia sorella, ma adesso non più.
E’ stata dura, ma ce l’ho fatta.
Uscire a cena con amici è spesso difficile, non sempre riesco a trovare qualcosa che sia adatto alla mia dieta, e pur di non mettere a disagio nessuno chiudo un occhio su alcuni ingredienti che sono latticini e uova, ma solo se presenti in quantità minime. Tolleranza zero, invece, per carne e pesce.
Non ci si rende complici di tutti gli effetti collaterali che l’industria animale comporta, quali la sofferenza e l’uccisione di esseri viventi; l’inquinamento ed il consumo di ingenti quantità del suolo, di acqua e di cereali. Ultimo, ma non meno importante, la carne secondo alcuni medici pare non faccia granché bene all’organismo, soprattutto se consumata in quantità esagerate come molti ormai sono abituati.
Gli stessi della carne. Chi sostiene che le mucche producano latte tutto l’anno e debbano essere munte per non farle scoppiare, è male informato. L’industria del latte, per aspetti etici, ambientali e di salute, non è tanto diversa da quella della carne, e direi anche delle uova.
Premesso che non sono nessuno per imporre il mio pensiero e per giudicare le abitudini degli altri, vi dico solo questo: informatevi! Tutto il resto verrà da solo.
Ci sono tanti video e siti web dedicati a chi desidera saperne di più sull’industria animale e vuole intraprendere uno stile di vita alternativo e più consapevole. Basta una ricerca con Google. Un libro su tutti che mi sento di consigliare per chi parte da zero è “Se niente importa” di Safran Foer (link IBS).
Troppo spesso prendiamo decisioni seguendo la massa, senza pensare, senza conoscere e senza porci domande. Solo perché un qualcosa viene fatto da tutti, non vuol dire che questa sia giusta. Ci vuole più consapevolezza e senso critico per giudicare la vera realtà dei fatti (non quella storpiata che ci raccontato tutti) e sviluppare così un proprio pensiero inattaccabile dai luoghi comuni che ci circondano. Troppo spesso infatti vegetariani e vegani vengono visti come persone malate, scheletriche, estremiste, disadattate. Non mancano battute stupide come “anche le verdure soffrono”, oppure domande tipo “e le proteine da dove le prendi?”.
Sono convinto che se tutti fossero meglio informati, sarebbe tutto più semplice per chiunque, persone ed animali.
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