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End Ecocide: la lotta per il nostro futuro inizia adesso

Il paesaggio, l’ambiente, gli ecosistemi sono beni unici, non individuabili in oggetti finiti (come ad esempio potrebbe essere un televisore o una automobile) ma formati da diverse componenti con caratteristiche delle volte difformi tra loro. Un mosaico fatto da tessere sempre diverse, in cui l’uomo può essere l’ago della bilancia per tutelare il bene ambiente o distruggerlo. E la linea che separa la salvaguardia dalla distruzione è molto sottile.

Le istituzioni internazionali hanno emanato nel tempo un complesso di leggi e normative molto complicato per tutelare l’ambiente, quale bene di interesse collettivo. Nonostante le normative vigenti, quasi ogni giorno i media trasmettono sempre più notizie su smottamenti, disastri ambientali o altri crimini perpetrati contro natura e quindi contro la collettività: la cronaca “verde” si tinge sempre più spesso di un rosso sporco, color terra.

L’Ecocidio può essere definito come la distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il pacifico godimento degli abitanti di questo territorio” (endecocide.eu).

Dal 2012 un gruppo di cittadini europei ha avviato l’iniziativa End Ecocide in Europe”, col fine di rendere illegale sul territorio Europeo l’Ecocidio. Secondo il giornale The Guardian sarebbero dieci i peggiori ecocidi di sempre. Basti pensare alle sabbie bituminose di Alberta dove vasti tratti di foresta boreale e torbiere si stanno perdendo a causa della ricerca del petrolio o gli effetti provocati dalla fratturazione idraulica  (fracking), una tecnica utilizzata per estrarre il gas combustibile presente negli ammassi rocciosi e nel suolo.

Gli obiettivi principali del progetto sono sostanzialmente tre:

  1. Introdurre il reato di Ecocidio e garantire che sia le persone fisiche che giuridiche che commettono Ecocidio siano considerate responsabili secondo il principio della responsabilità di comando.
  2. Proibire e prevenire ogni atto di Ecocidio sul territorio europeo o nelle acque territoriali sotto giurisdizione europea, in aggiunta ad atti esterni all’UE commessi da persone giuridiche ufficialmente riconosciute nell’UE o da cittadini dell’UE.
  3. Instaurare un periodo di transizione per agevolare l’evoluzione verso un’economia sostenibile.

L’ambizioso quanto realistico traguardo è di raccogliere un milione di firme entro fine gennaio 2014.

Il team di End Ecocide, tutti volontari, chiedono sostegno attraverso la raccolta firme o soltanto la sensibilizzazione delle popolazioni locali. Numerose organizzazioni ed enti (come Legambiente e Italia Nostra, ad esempio) hanno aderito all’iniziativa così come molte personalità del mondo politico e culturale. End Ecocide cerca aiuto e sostegno da tutti. Chiunque, se animato da spirito di iniziativa e amore per l’ambiente, può aiutare il gruppo a crescere e diffondere le informazioni sull’Ecocidio.

La guerra per fermare l’Ecocidio è appena iniziata e tutti siamo chiamati a salvare il nostro futuro.

Giuseppe Di Giovanni

Nato e cresciuto a Palermo, si laurea con lode in Scienze Forestali ed Ambientali con una tesi sulle energie rinnovabili e la sostenibilità ambientale, premiata al Bioenergy di Cremona nel 2012. Libero professionista nel campo della progettazione rurale e civile, della sostenibilità e dell'ambiente collabora con alcuni studi tecnici e svolge attività di consulenza privata. Nel 2012 ha fondato Accumincia, un blog che tratta temi legati al lavoro giovanile, ai neet, alle start-up ed alle iniziative legate al mondo dell'occupazione.

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