Categories: Animali

L’uccisione della giraffa nello zoo di Copenaghen diventa uno show

Marius, un piccolo di giraffa di solo due anni in ottima salute, è stato ucciso nello zoo di Copenaghen perché nato da un rapporto endogamico (tra parenti).

Attenzione: seguono immagini forti

Lo zoo sostiene di non aver avuto scelte in quanto, essendo membro dell’EAZA (European Association of Zoos and Aquaria), ha dovuto rispettare le regole del programma internazionale di riproduzione che deve garantire la salute (anche genetica) degli animali rinchiusi negli zoo. I rapporti endogamici sono vietati ed il trasferimento in altre strutture dell’EAZA vengono consentiti solo in alcune situazioni e nel caso specifico delle giraffe, quest’opzione non era percorribile per mancanza di spazio e perché il patrimonio genetico è ben “rappresentato”.

Inutili le proteste e le richieste di adozione di altri zoo non membri dell’EAZA o di privati disposti ad acquistarla. L’EAZA lo vieta e non c’è alcun margine di trattativa.

Nemmeno la reintroduzione nel proprio habitat era possibile. Non avrebbe avuto possibilità di sopravvivere essendo nato in cattività e non essendoci attualmente nessun programma di rilascio per giraffe.

Sorge spontaneo domandarsi perché abbiano aspettato due anni per abbatterlo. Malignamente si può pensare che un cucciolo attira più visitatori e una volta cresciuto non fosse più utile a tal scopo. Noi comunque lo abbiamo chiesto direttamente allo zoo e siamo in attesa di una risposta.

A far discutere anche la spettacolarizzazione dell’evento. Telecamere e visitatori erano presenti all’uccisione ed alla autopsia per scopi puramente educativi secondo l’EAZA. Peccato, però, che erano presenti molti bambini i quali difficilmente possono averne tratto un’esperienza positiva e costruttiva, considerato peraltro cosa insegnano di questi tempi la società e la tv. E’ più plausibile che questi abbiano in qualche modo inteso che uccidere e squartare un animale indifeso sia tollerabile senza che vi sia alcun motivo sensato.

L’uccisione è avvenuta tramite anestesia e successivo colpo di pistola alla testa. L’eutanasia non è stata praticata per consentire di mantenere commestibile la carcassa e poterla così dare in pasto ai leoni come mostra la foto qui sotto.

L’EAZA che conta attualmente 330 strutture in 36 Paesi è nato con lo scopo di tutelare e conservare le diverse specie animali messe a rischio dalla devastazione dei loro habitat per opera dell’uomo. Promuove così progetti di istruzione, ricerca e conservazione, ma per quanto possano essere nobili le intenzioni, sono alquanto discutibili i metodi e la rigidità delle loro regole. Se da una parte tutelano il benessere di un’intera specie, di contro ne rendono sacrificabili i singoli individui dimenticando, però, che non hanno a che fare con oggetti, ma con esseri viventi.

Riposa in pace piccolo Marius.

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Alessio Mesiano

Alessio Mesiano, fotografo e architetto di Milano, grazie alla specializzazione in bioarchitettura si è avvicinato al mondo della sostenibilità e dell'etica. L'amore per la natura è diventata negli anni una filosofia di vita che lo ha portato a maturare sempre più la convinzione che il cambiamento per un mondo migliore debba partire dal basso e ognuno debba fare la sua parte. È diventato così vegano, animalista, antispecista, ambientalista ed attivista. Approda su Econote.it grazie alla foto di un cucciolo in un canile in Romania, dove Alessio presta servizio per l’Associazione Save the dogs.

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