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Orti da balcone, come farli in 10 mosse

Alzi la mano chi non è mai stato tentato di realizzare un proprio orto domestico. Sì, con le erbette aromatiche preferite, i pomodori e magari l’insalatina tenera. Sarebbe bello ma abitate in città e non avete né terra né spazio? Nessun problema, l’orto potrà essere creato anche sul vostro balcone!

Un po’ per moda, un po’ per passione, un po’ per necessità, sono ormai tanti i cittadini che vestono i panni dei contadini urbani. Ossimori a parte, non serve necessariamente un giardino o un appezzamento di terreno per creare un orto: basterà dotarsi di balcone, vasi, guanti, innaffiatoi, annotarsi qualche dritta e sarete pronti per mettere su un orto delle meraviglie. Certo, l’autosostentamento è altra cosa e il vostro bilancio familiare avrà solo qualche debole cenno di miglioramento, ma state sicuri che la FIL (Felicità Interna Lorda) registrerà invece impennate sorprendenti. Perché, volete mettere la soddisfazione di fare le cose con le proprie mani (e poi mangiarle)?

E allora, iniziamo subito. Qui di seguito un decalogo con le istruzioni per la creazione – e la sopravvivenza – del vostro orto da balcone:

1. Munitevi innanzitutto di balcone, terrazzo e/o affini, che non siano rivolti a nord: le piante necessitano di un’esposizione di almeno 4-6 ore di luce al giorno (attualmente ho in corso un esperimento Da scarto a risorsa, il caso dell’insalatina verde in un angolo soleggiato della mia cucina, che sta peraltro riuscendo, per cui non disperate troppo se il vostro alloggio non ha balconi).

2. Censite vasi e vasetti che avete in casa (anche di recupero). I vasi in terracotta sono imbattibili per traspirazione e per mantenere la freschezza del terriccio, ma anche soluzioni in plastica, più leggere, possono essere perfette nel caso in cui le piante debbano essere spostate spesso, in previsione magari di temporali, o quando vadano trapiantate o raccolte frequentemente, come per esempio l’insalata. O quando volete costruire orti verticali.

3. Procuratevi a questo punto del terriccio, meglio se da un vivaista di fiducia. Andrà poi concimato e per farlo potreste per esempio usare del compost home made.

4. Poi naturalmente, attrezzatevi di guanti, palette, forbici da giardino, aste o canne per le piante dal portamento rampicante, e innaffiatoio (o qualunque contenitore possa farne le veci).

5. Posizionate mentalmente e poi fisicamente i vasi e le balconiere sul balcone. Sul fondo di ogni vaso versate uno strato di argilla espansa o semplice ghiaia, e terra.

6. E adesso scegliete cosa piantare, tenendo conto di cosa vorreste gustare a tavola e delle mezze stagioni: in primavera si possono coltivare piante aromatiche, ortaggi e piccoli frutti di bosco, l’autunno è il tempo di cavoli, verza e broccoli e poi, con temperature più rigide, sarà l’ora di fave e piselli.

7. Se volete vincere facile, preferite ai semi le piantine già cresciute, che una volta piantate danno percentuali di successo maggiori. Ma ricordate di invasarle la sera, lontano dalla luce solare.
Per fare piantine partendo da alcuni semi occorre, invece, un semenzaio, ossia una sorta di vivaio nel quale fare germinare il seme: è un po’ più complesso e vi consigliamo di farlo più avanti, quando avrete preso più dimestichezza con la materia.

8. Attenzione, prima di andare a comprare sementi e piantine, aprite il frigorifero e date un’occhiata a quello che sta per diventare scarto alimentare. Scarto alimentare? Certo: che mi dite del sedano rinsecchito dimenticato lì da giorni, o della patata e dell’aglio germogliati? Da rifiuto a risorsa, la natura ha del miracoloso. Per esempio: il sedano (così come l’insalatina del mio esperimento), può ricrescere facilmente a partire dal proprio gambo. Basterà posizionarlo in un piattino con dell’acqua e attendere l’inizio dello sviluppo del nuovo ortaggio prima di trasferirlo nel’orto. Pardon, nel vaso.
La patata germogliata (tagliata in varie parti, ognuna con germoglio) e lo spicchio d’aglio andranno invece interrati in vaso o nell’orto: si svilupperanno nel terreno e nel giro di poco tempo potrete raccoglierne di nuovi. Meraviglioso, no? E a costo zero.

9. Capitolo annaffiatura: ricordate che le piante vanno innaffiate al tramonto, bagnando la terra intorno con acqua a temperatura ambiente, per evitare shock termici. Senza esagerare. Osservate le vostre piante e i segnali che possono mandarvi: se le foglie iniziano a seccarsi, probabilmente la pianta ha sete, molta sete. Se invece le foglie hanno la tendenza a ingiallirsi e compaiono macchioline giallastre sulla loro superficie, il problema potrebbe essere l’opposto: un eccesso d’acqua.

10. Abitate in città inquinate? Una volta raccolte, le verdure del vostro orto andranno lavate molto bene dallo smog con bicarbonato di sodio. Se, invece, il vostro balcone è al primo piano, coprite le piantine con tessuto non tessuto che terrà lontane le polveri sottili, permettendo però a acqua e sole di filtrare.

E buon appetito!

#Gentilicomefiori, lo speciale di Econote.it contro la violenza sulle donne che sostiene la campagna Intervita “Le parole non bastano più”.

Alessandra Mazzotta

Giornalista pubblicista, copywriter, blogger, esperta nella comunicazione ambientale e nell'organizzazione di eventi sostenibili. È laureata in scienze della comunicazione con una tesi sul comico linguistico. Ha lavorato per giornali di carta e digitali, scrivendo di ambiente e intercultura, ha curato la campagna T.V.B. Ti Voglio Bere per la valorizzazione dell'acqua del rubinetto, ha scritto l'ebook "L'antispreco è servito. Ricette teoriche e pratiche contro lo spreco alimentare". Pessima cuoca, buona forchetta, vive a Torino, viaggia in bici e crede nella sostenibile leggerezza dell'essere: sulla Terra. Twitta come @alessandramaz

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Alessandra Mazzotta

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