L’automobile fatta di pomodoro: un accordo per il futuro.

Il paradosso dei giorni nostri sembra ormai insormontabile. Corriamo sempre più veloce sulla strada del progresso, motivati da una perpetua smania di migliorare e allo stesso tempo stremati dal peso ambientale che ci grava sulle spalle.

E se questa corsa proseguisse su una macchina di origine vegetale? Prendere cioè una parte del fastidioso peso che incombe su di noi e farne qualcosa di vantaggioso per l’ambiente e per lo sviluppo. È con questa intenzione che nasce l’accordo tra Heinz, colosso alimentare specializzato in produzione di ketchup, e Ford,  la casa automobilistica.

foto di mr. wood

Heinz si chiede come possa smaltire milioni di tonnellate di rifiuti organici risparmiando in denaro ed emissioni, mentre Ford si domanda come potrebbe rendere ancora più eco-friendly le sue automobili: nasce così una collaborazione promettente e ancora agli albori.

Come funziona?
L’obiettivo è quello di trasformare semi, buccia e torsoli di pomodoro scartati dai processi di lavorazione alimentare in bioplastica, e adoperare questa come materia costituente dell’autoveicolo. Il principio non è diverso da quello alla base del Mater-Bi, che riesce oggi a sostituire buona parte delle 260.000 tonnellate di plastica in Italia. La nuova bioplastica è ancora in fase di perfezionamento, ma per lei già si vedono elevati standard di resistenza ed efficienza e un’applicazione tutta da scoprire, dalla piccola componentistica dell’impianto elettrico ai vani porta oggetti.

foto di bass_nroll

Quali sono i vantaggi per l’ambiente?
I vantaggi sono chiari: da una parte si ammortizzano le spese di smaltimento dei rifiuti e il dispendio energetico nei processi annessi, nonché delle relative emissioni. Dall’altra parte abbiamo la riduzione dell’impiego di materiali petrolchimici a favore di materiali al 100% di origine organica, riducendo così l’impatto sull’ambiente della produzione del veicolo e auspicando un’ulteriore possibilità di riciclo.

foto di PressReleaseFinder

Gli scarti di una filiera vengono impiegati come materia prima di un’altra, grazie alla collaborazione tra due ambiti apparentemente sconnessi. Un tipo di collaborazione cui sicuramente bisognerà prestare attenzione nei prossimi anni e che potrebbe fare la differenza sul bilancio ecologico della Terra. Basta pensare quanti sono gli sprechi di ogni singolo settore e immaginare di poterli invece investire.

Silene Gambino

Studia filosofia, le piacerebbe lavorare coniugando i suoi due interessi, ovvero scienza e politica, in cui è attualmente coinvolta. Collabora con testate online e cartacee col principale scopo di divertire e divertirsi scrivendo. Adora chiacchierare di tutto con tutti, specialmente con le volpi: come prendono in giro loro le persone non lo fa nessuno.

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