Foodsharing, siti web e app per condividere il cibo

Si dice foodsharing e si legge, anzi si mangia, cibo in condivisione. E se all’estero le esperienze di foodsharing che dall’online migrano all’offline finendo nel piatto del vicino di casa sono già realtà collaudate, si moltiplicano anche in Italia siti e applicazioni per smarphone che mettono in contatto l’offerta e la domanda, per evitare lo spreco alimentare.

Qualche esempio? Cominciamo da quelle straniere, citando tre delle esperienze più importanti di foodsharing:

Il progetto USA LeftoverSwap è una app nata proprio per scambiare eccedenze di cibo. Disponibile per dispositivi Apple e Android, in inglese, LeftoverSwap permette di fotografare i propri “avanzi”, intesi come cibo che per errato calcolo non sarà cucinato, consumato o che sta per scadere, e inserirli in un database completo di geolocalizzazione per il loro ritiro.

Anche in Germania esiste un progetto simile: Foodsharing.de è una piattaforma semplice, privata e volontaria in cui, organizzandosi e dandosi appuntamento attraverso il sito, i cittadini di varie città tedesche si scambiano cibo in eccedenza.

Simile a questi, il Casseroleclub di Londra, il Club della casseruola: ci si registra online e ancora una volta sono la geolocalizzazione e il concetto di vicinanza fisica ad aiutare a condividere le porzioni extra.

E in Italia? Se volete sperimentare le app made in Italy per la condivisione di cibo o anche solo conoscerne i meccanismi, ecco dove consiglio di navigare:

I Food Share è una piattaforma web che permette a utenti privati, rivenditori e/o produttori di offrire gratuitamente prodotti alimentari in eccedenza a scopi solidali. Funziona per territori: una volta registrati, ci si mette in contatto con un sistema di messaggistica interna per organizzare la consegna o il ritiro dei prodotti.

Bringthefood, nata a Trento, è un’app per web e mobile (Android) che permette a donatori – ristoranti, negozi di alimentari, gastronomie e servizi di catering – di segnalare le eccedenze di cibo alle organizzazioni umanitarie della loro zona. Chi raccoglie e ridistribuisce gli alimenti visualizza su una mappa le offerte disponibili, le prenota e si accorda per il ritiro direttamente con il donatore.

Ratatouille è invece una giovane app di Treviso con una grafica accattivante: all’interno di un frigorifero virtuale viene visualizzato il cibo in eccedenza da donare. Il target a cui si rivolge prevalentemente è quello degli studenti universitari nei campus, ma anche i condomini e piccole comunità di persone.

Scambiacibo è un progetto che permette di condividere alimenti ad Alto Rischio di Spreco (ARS) con altri utenti: “Nasce con lo scopo di ridurre lo spreco alimentare attraverso lo scambio diretto di alimenti in scadenza, che, invece di diventare rifiuti, sono rimessi in circolo”, spiegano gli organizzatori. Le ricadute sono tante e importanti, sia in termini economici (si risparmiano soldi), sia ambientali (si risparmiano risorse, si evita produzione di CO2 e di rifiuti), sia relazionali (si guadagnano amici). E scusate se è poco.

Alessandra Mazzotta

Giornalista pubblicista, copywriter, blogger, esperta nella comunicazione ambientale e nell'organizzazione di eventi sostenibili. È laureata in scienze della comunicazione con una tesi sul comico linguistico. Ha lavorato per giornali di carta e digitali, scrivendo di ambiente e intercultura, ha curato la campagna T.V.B. Ti Voglio Bere per la valorizzazione dell'acqua del rubinetto, ha scritto l'ebook "L'antispreco è servito. Ricette teoriche e pratiche contro lo spreco alimentare". Pessima cuoca, buona forchetta, vive a Torino, viaggia in bici e crede nella sostenibile leggerezza dell'essere: sulla Terra. Twitta come @alessandramaz

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