Gambe sotto il tavolo, ha inizio la terza edizione del Festival del Giornalismo Alimentare a Torino il 22, 23 e 24 febbraio. Imbandita la scrivania con penne e calamari (scusate, non ho resistito), si scrive di cibo in questo che è uno dei primi appuntamenti nazionali dell’Anno del cibo italiano nel mondo, iniziativa promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali con il Ministero dell’Agricoltura.
Tre giorni di confronto su cibo e alimentazione a Torino attraverso 130 incontri di approfondimento, eventi collaterali, laboratori pratici ed educational sul territorio per una platea eterogenea di giornalisti, comunicatori, foodblogger, aziende, istituzioni, uffici stampa, scienziati, alimentaristi e influencer italiani e internazionali.
Il cibo può essere scienza, salute, sicurezza, politica, economia, agricoltura e industria ma può essere anche moda, divertimento, lusso, turismo e spettacolo. Il cibo può essere oggetto di polemiche, di tavole rotonde a tema, causa di malattie e di truffe internazionali ma può essere anche un momento di convivialità, di relax, di fratellanza tra popoli e di cultura.
Il Festival del Giornalismo Alimentare nasce con l’obiettivo di unire tutti questi innumerevoli mondi e di raccontarli, in un modo diretto, semplice e attento, grazie alla presenza di esperti di settore, di alimentaristi, di aziende, di Associazioni, di semplici cittadini interessati e, soprattutto, di giornalisti, blogger e comunicatori.
Obiettivo del Festival del Giornalismo Alimentare, cercare di creare un ponte tra agroalimentare e media:
“Per analizzare tutte le declinazioni del tema, tra cui la sicurezza e l’educazione alimentare, il mondo dei blog, le mode e le ‘trappole’ alimentari, le etichettature, il made in Italy, l’acqua potabile”, dice l’ideatore e direttore Massimiliano Borgia, giornalista e profondo conoscitore del territorio e delle sue eccellenze.
Sprechi alimentari, cambiamenti climatici, novel food, mafia, veganesimo, informazione 4.0, trattati internazionali sul cibo, appuntamenti business to business tra aziende e comunicatori, e per la prima volta, laboratori pratici per la lettura delle etichette alimentari, per le analisi di base sui campioni di cibo contaminati e per diventare “idrosommelier”, i sommelier dell’acqua con la SMAT di Torino.
Sabato invece sarà dedicato agli educational, press tour per conoscere aziende, ristoranti (compreso il bel “LiberaMensa” nel carcere “Lorusso e Cutugno”), eccellenze gastronomiche del Piemonte e Valle d’Aosta, vini della provincia di Torino e i “Maestri del Gusto”, ora anche digitali.
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