Ph Mattia Sansone - Mercatopoli Napoli Pianura
Torno a parlarvi di Mercatopoli, il nuovo negozio dell’usato, perché nei prossimi giorni andrò da Mercatopoli a Boscotrecase e porterò il risultato di un rinnovamento fatto in casa: libri, suppellettili, vestiti, borse.
Li rimetto in circolo nell’economia e non incremento la produzione di rifiuti così da avere un minore impatto sull’ambiente, allo stesso tempo risparmio e ho una scusa con mio marito per andare in un negozio e prendere qualcosa che mi interessa!
In Campania, dove vivo, le sedi Mercatopoli sono 4: Napoli Pianura gestita da Roberto (vi ho raccontato l’esperienza di acquisto e vendita qui), Mercatopoli Caserta, Mercatopoli San Giorgio a Cremano e Mercatopoli Boscotrecase. In questi negozi, e in tantissimi punti vendita Mercatopoli in Italia, è possibile portare quello che non ti occorre più.
Gli oggetti devono essere funzionanti e in buone condizioni (così come anche gli abiti che vengono ritirati per stagione quindi occhio al sito internet Mercatopoli e alle pagine Facebook dei singoli negozi per sapere cosa è possibile portare). Tutto viene controllato e se adatto ritirato e valorizzato. Compilerete un modulo con i dati e vi verrà consegnata una card da attivare entrando in “My Mercatopoli” sul sito con user e password. Quella è la vostra dashboard e da lì vedrete cosa viene venduto e a quanto ammonta il vostro credito da ritirare in negozio. Facile no?
Usato. Facciamo un gioco e provate a pensare a cosa vi fa venire in mente adesso questa parola rispetto a 5 o 10 anni fa. Comprare usato era un po’ “accontentarsi”, risparmiare sì ma con un sapore di rinuncia che oggi non ha più. Acquistare usato ci trasmette la sensazione di fare un affare, di saper individuare qualcosa di unico, di saper scovare il valore in un panorama di standardizzazione.
E non abbiamo ancora toccato l’aspetto della sostenibilità ambientale di dare nuova vita agli oggetti che non usiamo più. E l’aspetto di socialità dello scambio sempre più importante.
Il mercato dell’usato in Italia valeva già 18 miliardi di euro, un punto del PIL, nel 2015 secondo un’indagine DOXA.
“Usato, vintage e collezionismo da sempre rappresentano una passione degli Italiani nell’arredamento e nella moda, e oggi questo fenomeno si sta trasformando in una vera e propria scelta di consumo che guida lo stile di vita delle persone. […] Il 44% degli Italiani sceglie l’usato per passione, unicità, eco-sostenibilità e risparmio. L’acquisto e la vendita del Second Hand sta crescendo e il digitale sta contribuendo ad accelerare questo fenomeno che oggi vede 3 italiani su 10 che acquistano/vendono usato utilizzare il canale online”.
Nel 2018 la “second hand economy” è arrivata a pesare 21 miliardi di euro, cioè 1,2 punti del PIL (anche qui indagine DOXA). Un italiano su due si lancia in questa economia circolare e verde, comprando e vendendo usato.
“L’esplosione della compravendita dell’usato si è registrata tra il 2005 e il 2009, e la crisi economica ha dato un ulteriore impulso, rendendo tutti più attenti negli acquisti” ha spiegato Alessandro Giuliani, fondatore del network di negozi Mercatopoli e Baby Bazar. Aggiungendo che “Molto ha fatto anche la diffusione di una maggiore coscienza ambientale”. Con il mercato dell’usato viene sottratto fra il 5% al 10% della produzione di rifiuti, perché gli oggetti iniziano una nuova vita.
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