Arriva da Lindau una pubblicazione molto interessante, che va a fare luce su una zona d’ombra nel dibattito sui problemi dell’ambiente. Non si fa infatti mai riferimento, nella riflessione sui temi ambientali, a quel legame spirituale che l’essere umano intrattiene da sempre con il pianeta che abita.
Per questo è davvero utile, per certi aspetti illuminante, leggere il breve saggio del prete ortodosso, teologo e filosofo Jean-Yves Leloup, dal titolo “Per un’ecologia integrale. Ecologie ed ecosofia”. Leloup ha una bella e toccante storia personale. Scrittore e conferenziere, è autore di oltre cinquanta opere, e dalla sua ha di certo la capacità di spiegare la complessità con concetti semplici e di grande respiro. Nato nel 1950, in un ambiente ateo, è però sensibile ai temi della morte e del senso della vita, e in conflitto con la famiglia, parte in pellegrinaggio, viaggia in india, viene trovato privo di sensi a Istanbul ed è dichiarato clinicamente morto. Ma poi si risveglia e intraprende un importante percorso religioso e di crescita personale.
La scheda del libro sul sito Lindau.
In questo breve saggio l’autore riflette sull’ecologia integrale ovvero sulle interazioni tra l’ambiente naturale, la società e le sue culture, le istituzioni, l’economia. È da questi legami che bisogna ripartire e riflettere ponendo una attenzione particolare a restituire dignità agli esclusi prendendosi cura della natura.
È un testo, fondamentalmente, da sottolineare tutto, perché ogni frase è una sentenza, un piccolo tassello che ci entra dentro e scuote la coscienza, pone grandi riflessioni.
“Anche il nostro sguardo, su noi stessi e sul nostro ambiente, non è senza potere e senza effetto. Qualsiasi punto di vista è efficace e genera un’azione.”
O ancora: “La Natura della Natura dipende dall’intento e dalla visione di coloro che la sfruttano, prendendosene cura o sacralizzandola”.
“Cambiare il mondo è cambiare sguardo; per incontrare il mondo dell’altro bisogna entrare nel suo sguardo o condividere quello che ci appartiene”.
Questi sono solo alcuni dei tanti spunti di riflessione che lo studioso francese offre. Questo è un libro “per chi ama la natura”. Ed è per queste persone che l’ecologia non è un dovere, ma una felicità. In una visione religiosa, simile a quella che muove San Francesco, chi ama la natura ama il prossimo, la terra, gli alberi, come se stessi. Ed è questo il fine ultimo e naturale della vita, una “ispirazione che ci eleva e ci fa fiorire”.
Leggiamo sempre dalla bandella: “Il teologo e filosofo Jean-Yves Leloup, in questo libro agile ma ricco di spunti, introduce i lettori alla sua visione di un’ecologia integrale, che definisce ecosofia. Non una teoria, ma una prospettiva radicalmente nuova in cui inquadrare il nostro rapporto con la Terra e i suoi abitanti. Oltre a quella razionale e scientifica, Leloup identifica altre tre forme di ecologia: quella istintiva o sciamanica; quella intuitiva o non dualista, che percepisce la Natura attraverso l’amore che nutre per essa e trova nel mistico Rumi e in san Francesco i suoi ispiratori; e infine quella religiosa o sacra. Al centro, sintesi di queste quattro diverse relazioni tra uomo e ambiente, sta la nuova prospettiva, l’ecosofia, insieme scientifica, spirituale, contemplativa e religiosa, che ci permetterà di avere cura di noi stessi e della natura e di riconoscere la bellezza dell’Essere infinito che si nasconde in essa.”
Il respiro del volume è ampio e non di certo solo cattolico o cristiano. Anzi, i concetti sono universali, vanno al di là della religione, a partire dal campo d’azione, quei “quattro grandi sguardi” che muovono le cose della nostra vita. Ciascuno di noi, partendo dall’assunto che qualsiasi punto di vista non è statico, ma genera un’azione, ha una visione del mondo: uno sguardo fisico, uno sguardo riflessivo, uno sguardo affettivo, per finire con uno sguardo silenzioso. A questi quattro sguardi aggiungiamo l’occhio della sintesi, che integra gli altri. Anche detto l’occhio del Reale.
Ancora, dalla sintesi di questi quattro sguardi sul mondo e queste quattro azioni, deriva l’ecosofia, che presuppone una possibile alleanza di scienza, filosofia, contemplazione e amore nell’avvicinarci al mondo intorno a noi.
Il volumetto è diviso in questi capitoli:
Ed è proprio con le parole dell’epilogo che mi piacerebbe concludere questa breve recensione/introduzione a questo volume: “L’ecosofia è un’arte di vivere e di abitare sulla terra, sotto il cielo e nell’aria. Possiamo abitarvi come poeti o come sciamani e allora la terra ci rivelerà la sua bellezza e la sua magia. Possiamo abitarvi come scienziati o come osservatori, e allora la terra ci rivelerà la sua complessità e la sua fragilità. Possiamo abitarvi come saggi o come filosofi, e allora la terra ci mostrerà la sua impermanenza e la sua unità. Possiamo abitarvi santamente o religiosamente, e allora ne scopriremo il carattere sacro, la generosa gratuità. Possiamo abitarvi come Anthropos, e infine ci mostrerà che vive in noi e che insieme siamo manifestazioni del Dono invisibile“.
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Lindau nasce a Torino nel 1989. Specializzata in saggistica cinematografica, ha una produzione molto diversificata che comprende anche l’attualità politica e culturale, la storia, la spiritualità e la narrativa, grazie all’acquisizione, nel 2000, dello storico marchio editoriale Edizioni L’Età dell’Acquario, che dal 1970 ha sviluppato una produzione di alta qualità nell’ambito delle filosofie e delle discipline orientali, della medicina naturale, del self-help. La casa editrice, inoltre, propone una serie di corsi di formazione e di specializzazione che offrono a chi intende lavorare nel mondo dell’editoria l’indispensabile preparazione di base.
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