Al pari dei bovini nella cultura occidentale, in Cina cani e gatti sono semplici animali animali da allevamento. La britannica Jill Robinson, già famosa per il suo straordinario lavoro con gli Orsi della Luna, ha fondato a Hong Kon la Animals Asia Foundation. Lo scopo della fondazione è prima di tutto quello di promuovere la campagna “Friend or food?” che si chiera contro il consumo di carne di cane o gatto in Cina.
Non siamo davanti all’ennesimo tentativo di influenzare culture diverse con le nostre abitudini, in questo caso alimentari; la situazione è grave perché al di là di che tipo di carne venga allevata è comunque doveroso, o dovrebbe esserlo, attuare degli accorgimenti per la tutela degli animali destinati alla macellazione. In questa circostanza cani e gatti vengono allevati o catturati in modo brutale, stipati in minuscole gabbie senza ne’ cibo ne’ acqua anche per giorni, finché non vengono venduti. Nella stessa cina parte della popolazione, la più urbanizzata, è la prima a denunciare questa orribile situazione. Il commercio di carne o pelliccia di cane o gatto viene praticato nei “mercati degli animali vivi”, concentrati soprattutto nella zona di Guangzhou (Cina meridionale), dove gli animali vengono macellati spesso ancora coscienti, tra sporcizia e infezioni. Le condizioni igieniche dei mercati sono infatti allarmanti e pericolose per gli stessi esserei umani, poichè spesso si macellano animali malati o infetti da salmonellosi o giardia.
Riferimenti: http://www.animalsasia.org/
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