Perche’ il dramma del Belpaese e’ un problema per l’intera Unione

La settimana scorsa vi abbiamo parlato del convegno di Berlino: “Crisi rifiuti in Italia, emergenza europea”.

La “locomotiva” europea guarda con preoccupazione la situazione della Campania e si pone delle domande, l’iniziativa è stata promossa da organizzazioni locali come l’Ag Italiani Spd e le associazioni Malaparte e Mafie nein danke, con la collaborazione e la partecipazione di esperti, studiosi e attivisti civici italiani che si sono confrontati sia con i connazionali residenti in Germania che con i cittadini tedeschi presenti all’incontro.

Ciò che è successo in Campania e in Italia rappresenta una possibile anticipazione di ciò che potrebbe avvenire in tutta Europa – afferma Anna Fava –. Nel nostro Paese e, soprattutto, nella nostra regione abbiamo assistito durante gli ultimi 16 anni ad un sabotaggio sistemico della raccolta differenziata, del riciclo e del risparmio energetico. Sabotaggio voluto fortemente da chi, in questi anni, ha guadagnato milioni di euro a spese della nostra salute e dell’ambiente”.

“Basti pensare alla legge 123/2008 – spiega l’attivista partenopea –, il primo provvedimento approvato da questo Governo sull’emergenza rifiuti in Campania. In quella legge, nella lunga sezione dedicata alle deroghe, si legge che diventa possibile sversare rifiuti industriali nelle discariche per rifiuti urbani costruite dal commissariato di governo. Così facendo si è condonata la decennale commistione illegale tra rifiuti tossici che la camorra riceveva da mezza Europa e scaricava in cave e terreni e rifiuti urbani”.

L’esponente del centro di studi partenopeo ha poi sottolineato come la raccolta differenziata sia stata “sabotata” perché ritenuta un ostacolo all’incenerimento dei rifiuti. “I nostri timori di un possibile effetto domino in Europa – conclude Fava –, nascono proprio dalla tentacolare presenza di società come la Impregilo, sotto processo a Napoli per capi d’imputazione gravissimi come truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, che qui a Berlino, tramite la controllata Fisia Babcock Environment GmbH, dovrebbe realizzare un termovalorizzatore per un valore di cento milioni di euro. Un nuovo inutile mostro inquinante che non farà altro che avvelenare i cittadini”.

E proprio sulle ricadute sanitarie degli impianti di incenerimento è intervenuto il dottor Burgio che ha illustrato quali siano le nuove conoscenze scientifiche in materia di danni biologici e sanitari legati all’inquinamento da particolato ultrafine (PM 0,1) e metalli pesanti. “Gli impianti di cui stiamo parlando emettono, anche secondo l’Istituto superiore di sanità, sostanze estremamente pericolose per la nostra salute tra cui Arsenico, Cadmio, Cromo, Nickel e Mercurio – afferma il medico siciliano –. Tutte sostanze dotate di azione pro-cancerogene e cancerogena”.

Secondo quanto riportato durante l’incontro e sostenuto anche da tossicologi di livello internazionale, i nuovi termovalorizzatori (inceneritori) sarebbero persino più pericolosi di quelli precedenti perché, a causa delle temperature più alte raggiunte per dissociare le molecole diossino-simili, produrrebbero notevoli quantità di particolato ultrafine che rappresenta il veicolo ideale di trasporto per i metalli pesanti e gli altri agenti cancerogeni.

Ciò che preoccupa lo specialista sono soprattutto le ricadute sui feti e sulle future generazioni di tali esposizioni massive agli inquinanti. “Il fatto che aumentino soprattutto i tumori del primo anno di vita dimostra che all’origine di questo aumento c’è l’esposizione dei genitori o addirittura dei loro gameti: in pratica il Dna presente negli spermatozoi o negli ovociti viene “marcato” dalle sostanze inquinanti e l’intera programmazione di tessuti ed organi ne risente. E non si tratta soltanto di tumori: anche le malattie endocrino-metaboliche come obesità e diabete stanno aumentando il tutto il mondo industrializzato, così come le malattie immuno-mediate, come l’asma allergico, le artriti, le malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer e l’aterosclerosi”.

Particolarmente intensi e vibranti anche i racconti di Salvatore Manzo, tra gli attivisti civici di Terzigno che da mesi si oppongono alla riapertura della cava Vitiello all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, che ha raccontato come la battaglia di una popolazione per la propria salute sia stata solo discriminata e strumentalizzata. “Ci hanno dipinto come criminali, facinorosi e magari anche camorristi – ha spiegato Manzo – ma noi siamo tutt’altro. Siamo solo persone normali che dopo aver visto per anni i propri diritti calpestati, abbiamo deciso di dire basta e alzare la voce. La salute è un nostro sacrosanto diritto e continueremo a lottare ogni giorno per difendere le nostre famiglie e il nostro futuro”.

All’incontro è intervenuto anche Bernd Finger, comandante della polizia berlinese per i reati contro l’ambiente. “Le infiltrazioni della malavita campana e calabrese rappresentano un problema anche da queste parti – ha spiegato il funzionario –. Dal 2005 al 2009 abbiamo assistito ad un aumento considerevole di queste attività criminali in tutto il Paese e per questo motivo, la guardia è altissima. Condivido le prospettive di rischio espresse questa sera relative ai pericoli derivanti dallo smaltimento illegale dei rifiuti, anche se devo sottolineare che i Germania i controllo sono molto più accurati e costanti rispetto ad altri paesi europei. Purtroppo qui, come in tutto il mondo, la corruzione e il malaffare esistono ugualmente. E per questo motivo è importante cooperare con le realtà provenienti dai diversi territori al fine di portare avanti strategie comuni per la lotta e il contrasto alla criminalità”.

Grazie a Francesco Cirillo per questo prezioso resoconto sul convegno.