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Gelato sì, ma cruelty-free!

Chi dice che i vegani facciano una vita di rinunce si sbaglia, ne abbiamo già parlato in questo articolo. Le alternative vegetali ai prodotti più comuni sono tante e, grazie al costante aumento delle persone attente al mondo animale, le aziende si stanno adeguando sempre più per soddisfare questo nuovo tipo di domanda. Così sta avvenendo anche per i gelati che sono sempre stati in gran parte off-limits per i vegani in quanto contenenti latticini e uova. Questi ingredienti animali negli ultimi anni sono stati sostituiti con acqua, latti vegetali e addensanti che consentono di ottenere gelati vegani con un sapore ed una consistenza simili a quelli classici.

Nella produzione industriale l’ingrediente vegetale più usato è la soia, ma non piace a tutti, alcuni sono intolleranti ed è quasi certo che sia OGM se non di provenienza bio. Per questo motivo alcuni produttori preferiscono utilizzare il riso per fare un esempio. I gusti dei gelati vegani non si limitano alla sola frutta, come i classici sorbetti, esistono anche versioni al pistacchio, nocciola, cacao e caffè tanto per citarne alcune.

Ma perché preferire questi gelati? Sono più leggeri in quanto non contenenti grassi animali, sono adatti a chi soffre di intolleranze e sono cruelty-free. Cruelty-free perché per ottenere latte e uova si sfruttano e si uccidono animali.

Il ciclo produttivo del latte, infatti, richiede l’inseminazione artificiale delle mucche in modo che queste possano produrre il latte che, invece di essere destinato al vitello, andrà all’uomo. Il vitello diventa quindi un qualcosa di troppo e viene allontanato dalla mamma in tempi brevissimi, alcuni di questi vengono uccisi subito o fatti morire di fame, altri vengono allattati con latte in polvere e macellati entro pochi mesi. Questa è la sorte dei maschi, inutili per la produzione del latte e considerati uno scarto. Per quanto riguarda le femmine, alcune di queste vengono fatte crescere per sostituire le mamme che dopo 5-8 anni di vita vengono macellate perché esauste. Più informazioni sul sito della LAV: http://www.lav.it/index.php?id=430

Non cambia molto la situazione per la produzione delle uova. Le galline, negli allevamenti intensivi, sono costrette a vivere in ambienti ristretti, sempre illuminati e con aria irrespirabile. Queste condizioni di vita stressanti ed innaturali fanno diventare le galline nevrotiche e litigiose, per questo motivo ai pulcini femmina vengono quasi sempre tagliati i becchi in modo da evitare che si possano ferire tra di loro. I pulcini maschi, invece, essendo inutili, vengono soffocati, triturati o schiacciati vivi per diventare rifiuti o farine animali, le stesse responsabili del morbo della mucca pazza. Più informazioni sul sito della LAV: http://www.lav.it/index.php?id=384

Negli allevamenti biologici le condizioni di vita degli animali sono sicuramente migliori e questi possono condurre una vita più dignitosa, ma la loro uccisione è comunque inevitabile.

Pertanto, la prossima volta che andrete a mangiare un gelato, pensateci bene: gli animali meritano davvero questa vita solo per soddisfare un vostro peccato di gola?

Alessio Mesiano

Alessio Mesiano, fotografo e architetto di Milano, grazie alla specializzazione in bioarchitettura si è avvicinato al mondo della sostenibilità e dell'etica. L'amore per la natura è diventata negli anni una filosofia di vita che lo ha portato a maturare sempre più la convinzione che il cambiamento per un mondo migliore debba partire dal basso e ognuno debba fare la sua parte. È diventato così vegano, animalista, antispecista, ambientalista ed attivista. Approda su Econote.it grazie alla foto di un cucciolo in un canile in Romania, dove Alessio presta servizio per l’Associazione Save the dogs.

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Alessio Mesiano

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