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Man vs food, l’abbondanza ci ha reso poveri

Il cibo è la moda indiscussa del momento. Sempre più numerose trasmissioni tv non si occupano d’altro. E anche se la base di alcuni programmi è di per sé interessante grazie alle telecamere che ci portano in luoghi interessanti da scoprire insieme alle persone che gli danno vita, nessuno show ha la capacità di non oltrepassare quel limite di decenza che va a guastare la gradevolezza dei contenuti. 

La questione è molto semplice: queste trasmissioni non rispettano la vita animale e causano troppi sprechiTutto per puro divertimento. Il senso di fastidio che si prova a vedere certe immagini dovrebbe essere comune per tutti. Uccidere un animale o sprecare cibo solo perché una persona deve sopravvivere per gioco in un luogo isolato o per sfidare un concorrente nella preparazione di un piatto o ancora perché si vuole mostrare come si prepara un piatto o perché c’è da vincere una sfida a chi mangia di più è inaccettabile, di questi tempi poi che si parla di ambiente al collasso e di povertà in aumento. Siamo arrivati ad un punto in cui si è perso il senso della ragione, forse perché annoiati o forse perché non si sa più cosa inventarsi.

Non solo a pagarne le conseguenze sono l’ambiente per gli incredibili sprechi di cibo e gli animali che, trattati come oggetti, perdono la vita anche in diretta tv. Sono anche gli spettatori ad essere danneggiati, la cui morale va persa subdolamente nel tempo con il ripetersi quotidiano di questi gesti che vengono sempre più tollerati soprattutto dalle nuove generazioni che crescono con queste immagini fortemente diseducative, le quali sono diventate per loro una folle e distorta normalità.

Se queste trasmissioni riscuotono successo purtroppo è per colpa di chi le segue. Siamo noi con il nostro telecomando a guidare i palinsesti televisivi. Senza share non avrebbero vita.

Parafrasando il discorso finale del film “Il grande dittatore“: l’abbondanza ci ha reso poveri di morale e di valori. Ed è proprio così.

Alessio Mesiano

Alessio Mesiano, fotografo e architetto di Milano, grazie alla specializzazione in bioarchitettura si è avvicinato al mondo della sostenibilità e dell'etica. L'amore per la natura è diventata negli anni una filosofia di vita che lo ha portato a maturare sempre più la convinzione che il cambiamento per un mondo migliore debba partire dal basso e ognuno debba fare la sua parte. È diventato così vegano, animalista, antispecista, ambientalista ed attivista. Approda su Econote.it grazie alla foto di un cucciolo in un canile in Romania, dove Alessio presta servizio per l’Associazione Save the dogs.

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