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Il rifiuto diventa risorsa: abbiamo visitato gli stabilimenti Erreplast – SRI

Venerdì scorso Econote è stata invitata a un incontro con visita guidata agli stabilimenti di Erreplast – SRI, aziende campana che si occupano di recupero imballaggi e riciclo della plastica. L’incontro è stato organizzato dal Consorzio Nazionale Imballaggi, che si occupa a livello nazionale del recupero di imballaggi, con un sistema che coinvolge ormai da anni stabilmente aziende e comuni che collaborano insieme per avviare un numero sempre maggiore di imballaggi al recupero.

È stata una grande sorpresa vedere come sia possibile ricavare dalle bottiglie di plastica nuova plastica, e così far tornare a vivere un prodotto che nella visione collettiva smette di avere una propria funzione quando viene gettato via.

Gli stabilimenti si trovano a Gricignano, in provincia di Caserta: SRI è la società che si occupa del recupero e della separazione dei rifiuti di imballaggio, Erreplast invece tratta e ricicla la plastica trasformando le bottiglie in RIPET, che può essere riutilizzato dalle aziende come se si trattasse effettivamente di nuova plastica.

 

È stato molto istruttivo capire che fine fanno i rifiuti che provengono dalla raccolta differenziata. Molto spesso ci chiedete qual è il modo corretto di differenziare, oppure, soprattutto in Campania, siete poco convinti che quello che venga differenziato serva poi ad avviare un nuovo ciclo di vita del prodotto. In questi stabilimenti abbiamo visto tutto il processo.

L’incontro con Antonio Diana, titolare della Erreplast, Fabio Costarella, Responsabile Area Sud Conai, e gli altri rappresentanti dell’azienda, tra cui il preparatissimo Enzo Conte, ci ha fatto entrare all’interno del meccanismo dell’azienda, mostrandoci da vicino come questi materiali vengono selezionati e riciclati.

Un po’ di dati, prima di tutto. Ogni anno in Italia si producono 30 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 11 milioni di imballaggi. A differenza di quello che si può pensare, la Campania è tra le regioni più virtuose del sud, forse a causa dello scotto pagato nel 2008, in piena emergenza. I segnali sono di crescita costante, e in continuo dialogo con i comuni, che possono effettuare convenzioni con lo stabilimento per avviare i rifiuti al recupero.

Si tratta di una raccolta differenziata di qualità a monte: in questi stabilimenti arrivano prodotti già selezionati dai comuni, rifiuti che possono essere valorizzati, e quindi trasformati in nuove materie prime. In questo modo si crea un sistema integrato di selezione e riciclo, che stando a quello che abbiamo visto rappresenta davvero un’eccellenza.

E sarebbe sciocco pensare il contrario. La cosa più importante su cui riflettere è che puntare sul riciclo avrebbe sulla società un enorme beneficio occupazionale, stimato in 89mila nuovi posti di lavoro. Torniamo a Erreplast e SRI. Le due aziende sono molto impegnate anche in un lavoro di comunicazione e creazione di consapevolezza, come testimonia sia questo incontro ma soprattutto il grande coinvolgimento con le scuole, che con le loro maestre possono andare in visita allo stabilimento, per verificare con gli occhi le realtà industriali virtuose.

Negli stabilimenti vengono trattati e avviati a riciclo:

  • Rifiuti di imballaggio mono e multimateriale provenienti dalla differenziata urbana
  • Rifiuti di imballaggio proveniente dall’industria
  • RAEE
  • Rifiuti ingombranti

 

Stiamo parlando di oltre 80mila ton/anno di imballaggi di plastica, 40mila di carta e cartone e la stessa cifra di vetro.

Da questo lavoro il risultato è rappresentato da scaglie di PET riciclato di alta qualità, ovvero RIPET, che è diviso per colore a seconda della materia da cui è ricavato. A cosa serve? Il mercato è quello della fibra poliestere, e la produzione di lastra poliestere, o addirittura nuove bottiglie, nel cosiddetto bottle to bottle.

Visitare gli impianti ci ha fatto comprendere davvero la portata di questo lavoro: in questi enormi stabilimenti lavorano 125 tra impiegati e operai, e ci sono enormi balle di plastica e altri materiali ovunque. Queste balle possono pesare fino a 500 kg e vengono accuratamente selezionate per ottenere una nuova materia quanto più pura possibile. Il processo di selezione serve a eliminare tutto ciò che non è PET, fino ad arrivare alle scaglie pure. Il dottor Conte ci ha spiegato passaggio per passaggio tutte le varie fasi e il grande trattamento che la materia deve subire per diventare di nuovo usabile, riacquistare valore. Si passa attraverso vari macchinari, tra le persone che ogni giorno contribuiscono a rendere il rifiuto una risorsa. È quello che professiamo e che diciamo da tempo. L’esperienza e il lavoro di Conai, SRI ed Erreplast fanno sì che possa diventare realtà.

 

 

Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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