C’è un documentario che gira da qualche tempo i circuiti cinematografici meno glamour, conquistando premi nazionali e internazionali e riempiendo le sale di pubblico e applausi. Gran Premio della Giuria a Annecy Cinéma Italien, premio miglior film documentario al festival Sguardi Altrove di Milano, premio Ucca e menzione “Gli occhiali di Gandhi” al Torino Film Festival.
Autoprodotto, autopromosso, autodistribuito, “El lugar de las fresas” è stato girato in 7 faticosi anni da una coraggiosa cineasta spagnola, Maite Victoria Daneris, arrivata per caso a Torino e subito conquistata dall’atmosfera meticcia del mercato di Porta Palazzo e dai suoi protagonisti.
La terra, i ritmi impossibili delle giornate nei campi, la fatica del lavoro fisico, la vecchiaia, il mondo rurale di Lina e del marito Gianni, da una parte, e il precariato esistenziale di Hassan, dall’altra. Due mondi diversi che si incontrano e si scontrano tra piantine di fragole e affetti crescenti.
A raccontare questa storia locale e universale allo stesso tempo,ci pensano la voce e lo sguardo straniero di Maite, che filma 400 ore con occhio intimo, complice, poetico. “Nel film c’è la terra, la famiglia, la donna, l’amicizia. Voglio ringraziare la generosità dei personaggi che mi hanno lasciata entrare nella loro vita“, dice Maite Victoria Daneris. “I contadini mi hanno dato cibo e ospitalità. E il film sta ricevendo una quantità di affetto incredibile. Quello che adesso mi piacerebbe trovare è un distributore per il mio film, in modo che io possa continuare a raccontare questo paese con uno sguardo da straniera”.
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