Lina

Fragole e solidarietà, il docu su Porta Palazzo

C’è un documentario che gira da qualche tempo i circuiti cinematografici meno glamour, conquistando premi nazionali e internazionali e riempiendo le sale di pubblico e applausi. Gran Premio della Giuria a Annecy Cinéma Italien, premio miglior film documentario al festival Sguardi Altrove di Milano, premio Ucca e menzione “Gli occhiali di Gandhi” al Torino Film Festival.

Autoprodotto, autopromosso, autodistribuito, “El lugar de las fresas” è stato girato in 7 faticosi anni da una coraggiosa cineasta spagnola, Maite Victoria Daneris, arrivata per caso a Torino e subito conquistata dall’atmosfera meticcia del mercato di Porta Palazzo e dai suoi protagonisti.

Lina-e-Hassan-3“Il film narra la storia dell’incontro tra la povertà di Lina, una povertà che appartiene alla sua infanzia, e quella di Hassan, giovane marocchino appena sbarcato a Porta Palazzo“, racconta Maite. “Lina ha 70 anni ed è contadina da sempre. La sua schiena è curva e rivolta verso la terra. Ogni mattina, al buio, parte da San Mauro, il “paese delle fragole”, per arrivare nel mercato all’aperto più grande di Europa, dove vende la sua frutta, la sua verdura e le sue fragole. La vita di Lina, come lei dice, è casa-chiesa-lavoro: non ha figli, ma cinque cani e un marito che la spinge, inascoltato, a smettere di lavorare. Un giorno però al mercato entra in scena Hassan, un giovane immigrato marocchino in cerca di lavoro”.

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La terra, i ritmi impossibili delle giornate nei campi, la fatica del lavoro fisico, la vecchiaia, il mondo rurale di Lina e del marito Gianni, da una parte, e il precariato esistenziale di Hassan, dall’altra. Due mondi diversi che si incontrano e si scontrano tra piantine di fragole e affetti crescenti.
A raccontare questa storia locale e universale allo stesso tempo,ci pensano la voce e lo sguardo straniero di Maite, che filma 400 ore con occhio intimo, complice, poetico. “Nel film c’è la terra, la famiglia, la donna, l’amicizia. Voglio ringraziare la generosità dei personaggi che mi hanno lasciata entrare nella loro vita“, dice Maite Victoria Daneris. “I contadini mi hanno dato cibo e ospitalità. E il film sta ricevendo una quantità di affetto incredibile. Quello che adesso mi piacerebbe trovare è un distributore per il mio film, in modo che io possa continuare a raccontare questo paese con uno sguardo da straniera”.

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